Sotto il sole di Hollywood Riassunto episodi precedenti: Al telefono Dawson: Sto organizzando una festa di Halloween a casa mia. Voi ci sarete? Joey: Ci piacerebbe moltissimo Dawson Si vedono Jamie e Christopher uscire insieme dal PJers. Joey: Mi sembra una coincidenza piuttosto strana. Michelle: Cosa farai? Joey: Parlerò con lui e vedrò di capire cosa ha in testa. Joey (parlando con Jen): Sono preoccupata, Pacey si comporta in modo strano da qualche giorno, mantiene le distanze, forse si annoia a morte con me. Joey: Drue potrebbe essere quello giusto per te, Jen. Jen: Perché mi dici queste cose? Ti sembro così disperata? Joey: No, Penso solo che, a volte, capita d’innamorarsi dell’ultima persona, che negli anni dell’adolescenza, avresti voluto avere accanto… Jen riflettè su quell’ultima frase di Joey. Pacey (parlando con drue): In questi ultimi tempi sono sempre ansioso e Joey l’ha notato. Non riesco a fare a meno di pensare che potrei rovinare tutto… Special Guest: Noah Wyle 31 ottobre 2008 Tardo pomeriggio, Joey stava per staccare dal lavoro e tornare a casa quando vide Christoper entrare nel suo ufficio, così decise di fare prima un piccolo pit stop. Entrò come una furia nell’ufficio del suo ex senza bussare e sbattendo la porta alle sue spalle. Lui era in piedi dietro alla scrivania, intento a controllare dei fogli. Christopher: Beh? (disse sorpreso) Si può sapere che ti prende? (disse seccato) Joey: Evita la scenetta? Chris: Di che cavolo stai parlando? Cos’è questa sfuriata? Che vuoi? (innervosendosi sempre di più) Joey: Ti ho visto Chris. Okay. (Chris la guardò confuso, non capiva dove voleva arrivare) Ti ho visto, con Jamie Fisher l’altro giorno. (disse calma) Chris: Oh, quello (disse prestando di nuovo attenzione alle carte che aveva sul tavolo) e allora? Joey: E allora mi sto chiedendo da giorni come mai abbia visto te con una mia amica? Chris: Una tua amica! (facendo un risolino) e dimmi, da quando in qua è una tua amica? Credevo il contrario (disse mentre si sedeva). Joey: Lei è una mia amica. (fece seria) Non voglio che tu la faccia soffrire solo per vendicarti di me. Chris: Non credi invece di darti troppa importanza? Perché pensi che questa cosa tra me e Jamie abbia a che fare con te? Joey: Non lo so. Il fatto che tu abbia scelto di uscire con una persona che io vedo praticamente ogni giorno mi ci fa pensare. Chris: Quindi è perché sei gelosa. Ti da fastidio che io sia andato avanti. Dovevo continuare a soffrire per causa tua. Joey: Soffrire, ti prego, non essere patetico. Chris: Ma insomma cosa vuoi? Joey: (sbuffo) Va bene, voglio darti il beneficio del dubbio. Mi auguro di sbagliarmi, mi auguro che tu non stia usando lei per continuare a controllare me. Ti dico solo una cosa, tu fa soffrire Jamie e perderai anche quel briciolo di bene che provo ancora per te. Sempre che questo conti qualcosa. (detto questo, girò le spalle e uscì silenziosamente dall’ufficio) HALLOWEEN, Pjers Il locale era pieno. La musica era alta e la gente era vestita in maschera, c’erano mostri, fantasmi, un gruppo di amici si era vestito come la famiglia Addams. La serata stava procedendo senza grossi problemi. Joey era seduta al suo solito posto, indossava un sexy costume da diavolo, ma non abbastanza da sembrare volgare, comunque molto strano per una come lei, ma si era convinta che per notte di Halloween bisognava osare e lei l’aveva decisamente fatto, anche Pacey era rimasto piacevolmente sorpreso, del resto stava davvero bene, per quanto riguardava il suo di vestito… beh, Pacey non era mai stato un’amante di quella parte della festa, per poco si era lasciato convincere da Joey di vestirsi da Jason Mayer l’assassino che tormenta Jamie Lee Curtis la notte di Halloween, Joey gli aveva detto che la sua maschera da hokey sarebbe stata perfetta per quel costume, ma lei ovviamente non aveva considerato quanto lui tenesse a quell’oggetto e comunque sarebbe stato un po’ scomodo per lui conciarsi così. Insieme a Joey c’era anche Michelle, vestita da strega: un cappello a punta, sopra al vestito nero e le calze a righe verdi e nere. Le celebrità della serata dovevano ancora arrivare, ma Justin aveva assicurato che non c’era da preoccuparsi. Michelle: Quando arrivano gli Hoobak? Joey: Non lo so. (disse sconsolata) Appena rivedo Pacey glielo chiedo. Michelle: Okay. (tagliò corto) Senti, hai parlato con Chris poi? Joey: Si, oggi. Michelle: E allora? Che ti ha detto? Joey: Non lo so neanch’io. Non so quanto dovrei crederlo sincero… Michelle: In effetti non è facile capirlo. Hai pensato di parlare anche con Jamie? Joey: Ci ho pensato, ma la mia paura è che potrebbe fraintendermi Michelle: Di solito sei brava con le parole. Joey: E se invece lasciassi perdere? Michelle: Non ho detto di dirle di non frequentarlo più, è solo per capire quello che prova… Joey: ...prima che sia troppo tardi? (si erano capite al volo) D’accordo, vedrò cosa posso fare. Jamie aveva in mano un vassoio, era davvero indaffarata, non sapeva come avrebbe potuto parlarle seriamente in una serata così stravagante e rumorosa e soprattutto conciata com’era… Le andò incontro e le si mise davanti per bloccarla. Joey: Ciao Jamie. Hai 5 minuti? (quella richiesta suonò strana persino a lei) Jamie: Mi piacerebbe ma… (faticò a trovare le parole) Joey: Oh non ti preoccupare, vedrai che Pacey non dirà niente. (disse ammiccando) Jamie: E’ così importante? Joey: Importantissimo Jamie: Okay, forse ho capito. Sediamoci. (si sedettero su un divanetto) Dai spara, anzi, lascia che ti renda le cose più facili. E’ per Chris, vero? (Joey sgranò gli occhi) Si, stiamo uscendo insieme. Cosa vuoi sapere? Joey: Io… niente, in realtà. (disse lievemente in imbarazzo) E’ solo che mi chiedo, come mai lui? Hai una schiera di ragazzi che farebbero carte false per uscire con te… Jamie: Ti da fastidio perché è il tuo ex. Joey: Noo. Non si tratta di me, se lo stai facendo perché credi di farmi un dispetto, sbagli. Io sono solo curiosa, mentre invece lui… insomma, non è poi così meraviglioso come sembra, vorrei solo evitare che tu ti faccia un’idea sbagliata. E poi come vi siete conosciuti? Jamie: Joey, (disse calma) io ti ringrazio della tua premura. Lo ammetto all’inizio anch’io ero diffidente, si perché ci siamo conosciuti qui. In realtà lui era venuto a cercare te, tu non c’eri, poi abbiamo iniziato a parlare e adesso continuiamo ad andare d’accordo. Ci stiamo solo divertendo. Non ho in programma d’innamorarmi di lui e di farmi spezzare il cuore quando mi lascerà. Stai tranquilla ho la pelle dura. Comunque grazie. (disse sorridendole, si alzò in piedi e riprese a lavorare) Joey era paralizzata, non sapeva che dire. Sembrava tutto troppo semplice, ma decise di non perderci più tempo. La coscienza ce l’aveva a posto, l’aveva avvisata. Si alzò in piedi e si avviò di nuovo vicino a Michelle, quando si scontrò casualmente con Pacey. Pacey: Che fai? Joey: In che senso? Pacey: Ti ho vista parlare con Jamie. Joey: Si, stavamo spettegolando e allora? (non vedeva perché Pacey doveva sapere questa storia, non che non volesse dirglielo, ma quello non era il momento giusto e poi era ora di godersi la serata) Tu invece, dove vai? Pacey: Sono arrivati gli Hoobastank, stavo salendo sul palco per presentarli. (disse senza entusiasmo) Joey: Ah!!! Corro a dirlo a Shelly! Pacey: Lo sa già. Sta parlando con Justin. Joey: Va bene, allora vado semplicemente a riprendere la mia postazione. Muoviti, che non vedo l’ora. Pacey: Si, ciao. (tagliò corto) Arrivata al bar Joey salutò Justin e riprese il suo posto. Michelle: Allora come è andata? Joey: Te lo dico dopo. Ora, concentrate. Pacey era sul palco. Il pubblico era scalpitante Pacey: Okay! Ragazzi, gli Hoobastank!!!! (pensò che bastasse il nome per far scaturire l’applauso ed ebbe ragione…) Pacey scese, diede il cinque a uno dei ragazzi salivano sul palco. Il gruppo intonò subito la prima canzone. Pacey tornò al bar. Il pubblico iniziava a scatenarsi sempre di più, anche Joey e Michelle. La scena sfumò 01 novembre 2008 New York. Mattina presto. Casa di Pacey e Joey. I ragazzi erano già alzati e si stavano preparando le ultime cose in tutta fretta, perché il taxi stava spettando. Pacey: Jo, muoviti! Joey: Arrivo! Pacey: Hai preso i biglietti? Joey: Si, li ho. Tu hai preso il costume? (disse chiudendo la porta alle sue spalle) Pacey: Sii. I miei cd dei Pink Floid! Joey: Ce li ho io. Anche se non capisco a che ti servano. In aereo non si può ascoltare il walkman. Pacey: Tu non preoccuparti. C’è sempre spazio per i Pink Floid… La scena sfumò California. Aeroporto di Los Angeles. Joey: Dawson ha detto che sarebbe venuto a prenderci, ma dove sarà? (disse guardandosi in giro) Pacey: Eccolo là! (disse notando Dawson mentre si sbracciava per attirare la loro attenzione nascosto in mezzo ad altri parenti dei passeggeri) Joey notò finalmente Dawson e la scena sfumò. Riprese all’interno della macchina di Dawson. Dawson: Finalmente ragazzi, ce l’avete fatta. Ma Come state? Non mi sembrate molto contenti, soprattutto tu Joey. Joey: No Dawson, è solo che stanotte non abbiamo dormito per niente. Dawson: Beh si certo, capisco. (poi ci fu qualche istante di silenzio scomodo) Pacey: Aspetta. Ma che hai capito? Joey! Spiegati meglio, per favore. Joey: Cosa? (cadendo dalle nuvole) Oh, (dopo aver capito finalmente l’incomprensione che si era creata, scoppiò a ridere) non abbiamo dormito per via della festa Dawson. Halloween, ricordi? Dawson: E’ vero. Il famoso mini-concerto. E’ andato bene? Joey: Si, sono stati bravi. Pacey: ma potevano fare di meglio, dillo. Joey: Beh, in effetti… Dawson: Guardate a fianco, quella è la Walk of Fame. Joey: Wow! Guarda Pace. Hai mai incontrato qualche star famosa, Dawson? Dawson: Alcune… Joey: Dai, avanti non fare il sostenuto, dicci: chi, come, quando e perché. Dawson: Non ti aspettare chi sa chi però. Joey: Non me l’aspetto, spara! Dawson: Okay, vediamo. L’altro giorno, negli studi dove abbiamo la redazione di “The Creek”, ho incontrato David Hasselhoff. Joey: Oooh! (disse sarcastica) Dawson: Ti avevo detto di non aspettarti troppo. Pacey: Beh perché? (disse Pacey.) David Hasselhoff è un mito, sono cresciuto guardando Supercar. Joey: Si, diciamo pure Baywatch, non è vero? Pacey: Beh in effetti… (disse ripensandoci) Joey: Lasciamo perdere. Torniamo a noi Dawson, nessun’altro, di più… non so come dire… attuale? Dawson: Ehm, a un party organizzato dalla Warner, ho incontrato Ashley e Mary-Kate Olsen, Paris Hilton e Nicole Richie, più In di loro… Joey: Ma che bei soggetti, Dawson. Davvero un bel gruppetto (sempre più sarcastica) Dawson: Ma non ti va bene niente. Joey: No, sono tutti personaggi di una certa notorietà, è solo che io mi aspettavo qualcuno tipo, non lo so, George Cloney o Cameron Diaz? Pacey: Ti accontenti di poco! Joey: Ma vuoi star zitto! Sto parlando con Dawson. (Pacey sbuffò) Dawson: No, non ho avuto ancora il piacere, ma la settimana scorsa ho incontrato in un Night Club, Tobey Maguire. Joey: Carino lui. Quanto mi piace. Oh, finalmente qualcuno d’interessante. Dawson: Va bene ragazzi, siamo arrivati. Ad un tratto Dawson svoltò in una strada che andava in discesa, e che finiva dritta nel garage privato della sua casa. Dawson scese dalla macchina e andò a comporre il codice che apriva il portone, risalì in macchina e la parcheggiò. Pacey e Joey scesero dall’auto con in mano le loro borse e seguirono Dawson fino fuori il parcheggio. Arrivati sotto la luce del sole videro finalmente coi loro occhi la bellissima casa di Dawson. Non era eccessivamente grande e nemmeno lussuosa, era esattamente come Joey se l’era immaginata. Una villa di medie dimensioni con un grande giardino allestito con gazebo, sedie e tavolo. Entrarono in casa e si trovarono in un locale molto spazioso, sulla sinistra c’era il soggiorno e in un’altra stanza la cucina, da cui si usciva nel retro dove si trovava la piscina. Joey: Wow! Ma che bella. (fu il commento di Joey) Pacey: Davvero. Complimenti (fece Pacey) Dawson: Oh è Bec la colpevole dell’arredamento, parlate con lei. Okay Ragazzi, (disse battendo le mani) che ne dite se prima di farvi vedere la vostra stanza vi porto a salutare gli altri? Joey: Si certo! Chi c’è? Dawson: Ah questa è una sorpresa. Seguitemi (disse in tono misterioso facendo strada) Pacey: Dovremmo preoccuparci? (disse a Joey sottovoce. Lei gli diede un buffetto sul petto) Superarono il salotto e da una porta secondaria della cucina arrivarono in un grande terrazzo che includeva la piscina. Pacey e Joey notarono solo adesso che la casa si affacciava proprio sulla spiaggia, il panorama era stupendo e con quel sole era davvero difficile pensare che fosse novembre, una bella differenza dalla fredda New York. I ragazzi erano tutti lì. C’era ovviamente Becky, Jen e Drue, anche Jack e Doug. Ma chi erano quelle altre due persone? Pacey e Joey salutarono Becky con un caloroso abbraccio, salutarono con il braccio Jen e Drue e mentre Joey abbracciava sia Jack che Doug, Pacey si limitò a dare una pacca sulla spalla a Jack e stringere la mano al fratello. Dawson: Beh, che fate? Non riconoscete quella ragazza laggiù? Pacey e Joey aguzzarono lo sguardo verso le due persone che gli davano le spalle e che se ne stavano volutamente in disparte. Pacey: Andie?! (Disse sorpreso) Andie: Indovinato! (disse col suo tono di voce spumeggiante, dirigendosi verso di loro) Vi posso abbracciare. Pacey: Certo! Vieni qui. (si abbracciarono affettuosamente) come stai? Andie: Bene (disse staccandosi per spostarsi ed abbracciare anche Joey) e voi? Joey: Bene anche noi. Ti vedo in formissima. Andie: Si, beh ieri sera ci siamo divertiti tantissimo, peccato che non ce l’avete fatta. Joey: Lo so, dispiace anche a noi. Andie: Mi dovete raccontare tutto. Da dietro arrivò un colpo di tosse, fatto a posta per cercare di richiamare l’attenzione. Si alzò un ragazzo era moro e piuttosto attraente. Joey: Beh, anche tu credo non sia povera di novità. (le fece piano, mentre lui si avvicinava a loro) Andie: Si. Lasciate che vi presenti il mio amico John. John questi sono Pacey e Joey. John: Piacere ragazzi Il tono della sua voce faceva sospettare che in quel momento non si sentisse molto a suo agio, soprattutto quando fu il turno di stringere la mano all’ex fidanzato della sua attuale ragazza, ma cercò di dimostrarsi il più rilassato possibile. Pacey, dal canto suo, era invece rilassatissimo. Andie: Okay, (iniziò per smorzare la tensione), dai sedetevi con noi, raccontateci tutto. Fatemi un riassunto dettagliato di quello che avete fatto negli ultimi mesi. Joey: Noi?! (disse timidamente) Andie: Si certo. Gli altri mi hanno già raccontato tutto. (Joey guardò Pacey imbarazzata) Joey: Non è poi così interessante quello che abbiamo fatto. Andie: Oh, sono sicura di si. (insistette) Joey: Ma perché non ci parli di te invece e di questo bel giovane che ti siede accanto. Andie: Okay, è facile. Ci siamo conosciuti all’ospedale. Lavoriamo entrambi lì, io facevo il tirocinio quando lui era già medico da un po’, mi ha aiutata molto, soprattutto i primi tempi, vero? John: Già in quel periodo in cui i pazienti non ti prendono sul serio, perché ti vedono troppo giovane e per questo non si fidano di te. Andie: Terribile. John: Ma sta passando Andie: Si. Lentamente. Ad un tratto Dawson, che era arrivato dalla cucina, richiamò l’attenzione su di sè. Dawson: Ragazzi, se oggi abbiamo intenzione di mangiare qualcosa bisognerebbe che qualcuno andasse a fare un po’ di spesa. Ci sono offerte? Jack: Vado io Dawson. Dawson: Fantastico! Grazie Jack Jack: Se c’è qualcuno a cui va di aiutarmi…? (i ragazzi si guardarono l’uno con l’altro) E non spingete, mi raccomando. Pacey: Vengo io Jack. (disse alzandosi) Jack: Grazie Pace. Pacey: Torniamo subito. (disse a Joey e a tutto il gruppo) Dawson: Prendi la mia macchina Jack, tieni le chiavi e digita questo codice per aprire il portone. (disse allungandogli un foglietto con la sequenza dei numeri da comporre.) Jack e Pacey uscirono. Era passata ormai una mezz’oretta da quando Pacey e Jack erano usciti per fare provviste. Le ragazze si erano messe in costume ed erano sdraiate a prendere il sole vicino alla piscina mentre spettegolavano un po’ su come avevano passato gli ultimi mesi. Dawson, Doug e Drue erano invece in cucina per cercare piatti e stoviglie varie per apparecchiare la tavola in giardino. In piscina Andie: Joey, ma hai visto Jen e Drue? Da non credere, vero? Jen: E infatti non c’è niente. Siamo amici e basta, Andie. Al supermercato Jack: Sai sono contento che abbiamo questo momento per parlare. Mi sei mancato sai. Capeside non è più la stessa senza di te. Pacey: Anche tu mi sei mancato Jack, a volte avrei davvero avuto bisogno di parlare con il mio amico. Jack: Esiste il telefono. Comunque sono qui adesso, sfogati! Pacey: No, non c’è niente di particolare, stavo parlando in generale. (mentì) Jack: Non so perché, ma mi sembra che invece tu abbia qualche pensiero. Pacey: Ma si, le solite cose, sono un po’ stressato dal lavoro, ho chiesto alla mia socia un favore, ma sarà difficile ottenere da lei una risposta positiva Jack: Alex, giusto? Di che si tratta? O è un segreto? Pacey: Le ho chiesto solo di vendermi una piccola percentuale della sua parte. Jack: Oh, interessante. Per qualche motivo in particolare? (Pacey sorrise tra se e se. Aveva detto qualche parola di troppo, non voleva che venisse fuori quell’argomento, per lui era difficile parlarne, ma ormai era troppo tardi. Chissà forse Jack sarebbe stato d’aiuto) Che c’è? Di nuovo in piscina Joey: A me piacciono Drue e Jen insieme. Jen: Sto dicendo che siamo amici e basta! Mi sentite? Rebecca: Drue è un ragazzo carino. Magari un po’ presuntuoso, ma divertente. Joey: Oddio, divertente non lo so, dipende dai punti di vista. (le ragazze sorrisero) Andie: Io non lo vedevo da un po’ e l’ho trovato migliorato. Jen: Ed è per quello che per ora lo sopporto. (le ragazze continuarono a sghignazzare) In cucina Drue: Ma le senti? Che avranno da scompisciarsi così? John: Staranno parlando di maschi. Doug: E’ vero la cosa che eccita di più le donne è prendere in giro il sesso opposto. Drue: E tu sei un esperto a quanto pare. Dawson: Drue! (fece con tono di rimprovero) Doug: Tanto quanto te, Valentine. Al supermercato Jack: allora? Dai non tenermi sulle spine. Pacey: No figurati è solo che è da un po’ di tempo che sto pensando a quella parola che inizia con la M e si usa per unire un uomo e una donna per tutta la vita, ma allo stesso tempo-- Jack: Wo-wo-wo-wo-wo, frena. Cosa? Stai pensando al matrimonio? Pacey: Hai capito. Jack: Ma è bellissimo e me lo dici così! E io che pensavo che avessi dei problemi. Questa è una bella notizia. Congratulazioni! Pacey: Grazie, ma è ancora presto per quelle, non l’ho ancora detto a Joey. Jack: E perché? Pacey: Paura soprattutto, della sua reazione. Jack: Ma starai scherzando! Joey sarà contentissima. Pacey: E’ quello che spero. Però ti prego di non dire niente a nessuno. Nemmeno a Jen, o a Andie. Jack: Ma figurati! (fece un sospiro) Pacey: E neanche a Doug. Mi raccomando. Jack: Ma sii. Vai tranquillo Witter. Piuttosto dovrò iniziare a pensare a come organizzarti la festa di addio al celibato. (disse scherzando) Pacey: No, davvero. Non anticipiamo troppo i tempi. Jack: Witter, tu mi preoccupi. Dov’è il vecchio Pacey? Quello spericolato, quello noncurante del pericolo? Mi sembri inutilmente teso. Rilassati! (aggiunse dandogli una pacca sulla spalla) Pacey: Va bene, ma adesso, facciamo la spesa. (disse cambiando discorso) Jack: Okay. Che ci serve…? In piscina Joey: Invece sono curiosissima di sapere un po’ di te e Dawson, Becky. Come va fra voi? Becky: Oh Dawson è un ragazzo speciale, è molto dolce e sensibile. Jen: Si, direi che sono gli aggettivi che vanno per la maggiore quando si parla di Dawson. (s’intromise Jen) Joey: Dawson è uno degli ultimi romantici. Becky: E’ già. Fin troppo a volte. Joey: Che vuoi dire? Becky: No, niente. Non voleva essere un’offesa, è molto carino, è solo che a volte è eccessivamente coreografico nei gesti. Jen: Io concordo con lei. Dawson dovrebbe trovare una via di mezzo. Joey: Ma sentitevi. Come si fa a criticare anche uno come Dawson? Scusatemi ma davvero non vi capisco, è il tipo d’uomo che farebbe l’impossibile per la donna che ama e non vi va bene nemmeno quello. Mi dispiace Becky, ma la penso così. Andie: Infatti! Joey ha ragione, ci sono ragazze che non chiederebbero altro. Essere trattate sempre come delle principesse, a me non sembra un grande fastidio. Becky: In effetti avete ragione, probabilmente dipende dal fatto che ad alcune ragazze piace sentirsi delle principesse, io in realtà sono una casinista, un vero terremoto. Comunque, Andie, perché dici questo? John, non è romantico? Andie: Ecco… no infatti, è una qualità che gli manca. Joey: A me è parso così gentile. Andie: E’ gentile e anche disponibile, però il romanticismo… ecco non gli viene sempre facile. Comunque sto bene con lui, per molte altre cose siamo piuttosto simili. Drue arrivò e senza molta delicatezza si sedette sul lettino dove era sdraiata Jen. Drue: Di che parlate? Come sta la mia ragazza? (fece a Jen) Jen: Piantala di definirmi la tua ragazza, lo sai che non lo sono. Drue: Okay, era uno scherzo. Non sapete più cosa vuol dire scherzare? E’ per giocare. (Jen decise di non continuare con la polemica, sarebbe stato fiato sprecato, pensò) Josephine stai davvero bene con quel costume, non pensavo fossi così-- Joey: Non tirare troppo la corda Drue (lo avvertì) Drue: A si? Perché se no cosa succede? Doug: Drue!!! (si sentì chiamare dalla cucina) Drue: Che vuoi? (urlò lui di rimando) Duog: Muovi il sedere e vieni ad aiutarci ad apparecchiare. Drue: Arrivo (disse scocciato) Jen: Ti stanno reclamando, sarà meglio che avanzi rapidamente, a passi lunghi e ben distesi. Joey: Si, perché conosco Doug e quello non ama aspettare troppo. Drue: Sentite, piantatela okay? A proposito non dovrebbe essere un lavoro da donne addobbare la tavola. Joey: Noi pensavamo ti avrebbe fatto piacere. (disse con tono innocente) Doug: VALENTINEEEE!!! Andie: Oddio adesso arriva qui e gli spacca la faccia. Drue fece presto a rialzarsi e a raggiungere i ragazzi, le ragazze scoppiarono in una fragorosa risata. Joey: Ragazze sentite ho un’idea, venite qui. (fecero capannina per cercare un modo per divertirsi con Drue.) Ora le ragazze non erano più sdraiate sugli sdrai; Andie era a sedere su una sedia del tavolo su cui avrebbero mangiato, Rebecca era seduta per terra, sul bordo della piscina, una mano dentro l’acqua, in mezzo a loro due, tra la tavola e la piscina, c’erano Jen e Joey che stavano chiacchierando tra loro. La sceneggiata era iniziata. Andie: Ragazze, forse Drue aveva ragione, dovremmo aiutarli. (disse ad alta voce cercando di attirare involontariamente l’attenzione dei ragazzi.) Rebecca: Anche io la penso così. Andie: Avanti Jen, chiama Drue. Joey: Concordo con loro. Dobbiamo farci perdonare Jen: Okay. Mi avete convinta. Druuue! (lo chiamò Jen) Drue arrivò con in mano una pila di piatti. Joey: Ci abbiamo riflettuto e abbiamo deciso di darti una mano. (disse andandogli in contro e prendendogli dalle mani la pila di piatti che portava per andarla a posare sulla tavola) Jen: Abbiamo davvero esagerato prima. Drue: E’ sì è vero. Questo è un lavoro da donne, perché dovremmo farlo noi uomini!? Ad un tratto Rebecca, che era proprio dietro Drue, approfittò del fatto che lui in quel momento fosse distratto da Jen e joey per tirarlo per la camicia, Jen e Joey finirono il lavoro dandogli una spinta che lo fece finire in acqua, completamente vestito. Anche i ragazzi, che stavano uscendo dalla cucina, si misero a ridere e perfino Jack e Pacey, che rientravano proprio in quel momento, videro tutta la scena e non trattennero le risate. Drue riemerse tossendo per colpa dell’acqua che aveva ingerito. Drue: Ridete pure. Ma guarda che razza di amici. Joey: Ma che c’è Drue? Era solo per scherzare. Non sai più cosa vuol dire? (disse parafrasando, cosa che non fece altro che provocare altre risate.) Drue nel frattempo stava risalendo le scale e uscì completamente dall’acqua. Pacey: Andiamo Valentine è stato divertente, ammettilo. Drue: Si beh, se è questo che sono venuto a fare, se il mio scopo qui è solo darvi l’occasione per prendervi gioco di me potevo anche risparmiarmi il viaggio. (detto questo Drue s’incamminò, con le sue scarpe zuppe, verso la sua stanza) Tutti i ragazzi sembravano davvero dispiaciuti e preoccupati per quell’ultima frase di Drue. Joey cominciò a pensare che forse poteva aver veramente urtato i suoi sentimenti e che lui poteva aver reagito in quel modo perché cominciava a sentirsi come un intruso in mezzo a loro. Joey non voleva questo, non l’aveva nemmeno mai pensato. Anche Jen era dispiaciuta, tanto che decise di seguire Drue per potersi chiarire. Jen: Tranquilli, gli passerà. (disse mentre si allontanava) Rebecca: Speriamo che non sia niente di grave. Dawson: No, non credo, se conosco un po’ Drue appena avrà un po’ di fame tornerà qui come se non fosse mai successo niente. Doug: A proposito di questo che avete comprato Jack? Jack: Abbiamo preso un po’ di pasta, di formaggio, l’insalata per le ragazze, carne, pomodori, birra, coca cola… Dawson: Grande! Quella è la cucina Pacey. Pacey: Come dici? (disse sorpreso, dato che in quel momento aveva altri pensieri) Dawson: E dai, sei diventato così bravo, non vorrai dirci di no. Joey: Avanti Pace. Doug: E non farti pregare Pacey: Okay (disse perplesso), ma se me lo dicevate prima, potevo pensare meglio a cosa comprare. Jack: Sono sicuro che qualunque cosa tu faccia sarà deliziosa. Pacey: Va bene, non importa Jack. La scena sfumò. Jen era davanti alla porta della camera di Drue, e si decise a bussare. Jen: Drue? Posso entrare? Sei presentabile? Drue: Entra. Jen: Tutto okay? (Jen si sedette sul letto accanto a lui) Drue: Ma si, sto bene. Jen: Joey adesso si sente in colpa, non voleva farti arrabbiare. Dispiace a tutti noi che tu te la sia presa, ma non c’era nessuna cattiveria in quello scherzo. Drue: Non c’entra Joey e il vostro scherzo, anche se mi ha fatto riflettere su una cosa. Jen: Su cosa? Drue: Sulla nostra amicizia. Quella mia e tua intendo. Jen: Di che stai parlando? Noi, siamo amici. Drue: Davvero? Jen: Dove vuoi arrivare? Drue: Tu sei davvero mia amica? Amica per davvero, come lo sei di Pacey o Dawson. Jen: Ma certo. Se ti ho dato motivo di dubitarne mi-- Drue: Non dire mi dispiace! Non è giusto che te la cavi con così poco. Perché neghi con così tanto disprezzo anche la sola idea che ci potrebbe essere qualcosa di più di un’amicizia tra noi? Non eri tu a dire che la gente cambia? Io ti conosco da molto più tempo di tutti loro e tu non sei una che dimentica i vecchi amici. O forse eri talmente fatta quando vivevi con i tuoi che non ti ricordi di cosa eravamo noi due insieme? Eravamo grandi e l’hai sempre sentito dire prima da me che Billy ti avrebbe rovinata. Perché ricordi solo le cose brutte di me? Jen: Mi ricordo anche queste cose Drue (disse abbassando lo sguardo) Drue: E allora? Non fingere che il nostro passato non esista. Abbiamo fatto delle scelte sbagliate a quel tempo. Eravamo fuori di testa e i tuoi genitori hanno deciso di spedirti a Capeside, ma Capeside non può averti fatto il lavaggio del cervello. Là dentro deve esserci ancora la pazza Jen di un tempo, unita alla matura e sofisticata Jen di adesso. (disse sorridendole) Jen: Io non sto fingendo, ma non è certo un periodo di cui vado fiera quello. Ho solo cercato di dimenticare e questo rancore che ho nei tuoi confronti… non lo faccio a posta, lo so che tu non c’entri, che nei momenti peggiori ho avuto solo te come confidente, ma, allo stesso tempo, quando ti guardo non posso fare a meno di ricordare quei giorni tristi e di questo mi dispiace, perché so che, anche se non salta di certo agli occhi a prima vista, so che anche tu sei cresciuto. (ricambiò il sorriso) Drue: Mi sembra di aver letto un complimento da qualche. E’ già qualcosa. (Jen sorrise) Jen: Ti va di tornare dagli altri? Drue: Si ho un certo languorino. Quel tuffo in piscina deve avermi fatto venire fame. La giornata trascorse senza altri intoppi. I ragazzi pranzarono e cenarono benissimo, sempre grazie all’abilità di Pacey, che come ammisero tutti, in quegli anni aveva davvero fatto progressi. In tarda serata i ragazzi non sapevano più cosa fare, si stavano annoiando, così Rebecca lanciò una proposta, fare un gioco di società, a nessuno in particolare andava l’idea, ma quando lei tirò fuori il gioco in questione molti cambiarono opinione, primo fra tutti, Drue. Il nome del gioco era infatti “Preliminari”. Jen, Pacey, Dawson, e Joey, ci avevano già giocato una volta (vedi volume 5 dei libri di Dawson’s Creek) e la cosa non era andata a finire bene, soprattutto per il povero Dawson, ma erano passati molti, molti anni da allora. Valeva la pena di ritentare. All’inizio, Joey non ne voleva sapere, così come Pacey, sorprendentemente per una volta si trovavano d’accordo. Gli unici eccitati erano Jack, Drue, Andie e ovviamente Rebecca. Dopo un’opera di convincimento che durò quasi un’ora, si decisero a giocare Rebecca: Vi leggo le istruzioni: Abbiamo cinque caselle: Domanda; dovete rispondere a qualsiasi domanda vi viene posta, per quanto imbarazzante essa sia, Dovere; dovrete fare ciò che la carta richiede, Imprevisto; potrete scegliere voi che carta pescare, Libero; è come un bonus la si può usare quando non si vuole fare una cosa richiesta da uno degli altri concorrenti è anche possibile cedere questa carta a un altro giocatore, Salta un Giro; obbliga a saltare un giro e a togliersi un capo d’indumento. Il primo giocatore che raggiunge l’ultima casella del tabellone vince. E’ importante dire sempre la verità, un altro giocatore può dubitare della vostra credibilità e a quel punto dovrete tirare il dado per verificare quanti capi di vestiario vi dovete togliere. Okay? Tutto chiaro mi sembra? Drue: Sono pronto! Ragazze, preparatevi a perdere. Andie: Ti stracceremo Drue, per quanto la cosa mi disgusti ho paura che fra un po’ sarai nudo come un verme. Joey: Oddio spero di no, altrimenti, se la cosa dovesse succedere, avremmo bisogno di un binocolo. Drue: Ah ah ah, carina Josephine. Jen: Va bene. Comincio io. (tirò i dadi e finì su una casella Domanda) Allora, vediamo… Joey! Joey: Io? Ma perché (chiese timidamente) Jen: Si Joey. Allora raccontami una tua fantasia sessuale. Joey: Cosa?!? Jen: Non su uno dei presenti. Solo un sogno con un personaggio dell’immaginario collettivo. Joey: intendi qualcuno tipo Brad o George? Jen: Si qualcosa del genere. Non è poi una domanda così scandalosa. Joey: Okay. Dunque vediamo. A parte i personaggi pubblici m’ispirano gli uomini in divisa, sai tipo i marinai. Drue: I marinai! Ti prego. Io mi sarei aspettato di più i regista (la prese in giro) Joey: Io lo ammazzo, un giorno di questi, lo ammazzo. Drue: Ah ah Joey: Non hai mai visto “Ufficiale e Gentiluomo”? Pezzo d’idiota!? Andie: Oh si, Richard Gere. Scusate se è poco. Joey: Appunto. E poi, oltre hai marinai, anche i poliziotti. Doug: I poliziotti! Io sono un poliziotto. Drue: Si beh sono sicuro che non è te che sogna. Doug: Nemmeno te. Jack: Ma dove siamo? All’asilo? E piantala. (disse a Doug) Joey: Comunque, mi sembra che ho risposto, vi può bastare? Jen: Si, va bene Joey. Ora tocca a te. Joey: Okay. (tirò i dadi, ma finì su una casella, salta un giro) E’ no! D’accordo mi tolgo le scarpe. Drue: No non è valido le scarpe non sono un indumento. Joey: Okay, allora mi tolgo i calzini. Rebecca: Va bene Joey. Doug: Tocca a me giusto? (finì su una casella Dovere) Fantastico! Drue, voglio che tu ci rallegri con uno strip tease. Drue: Già, ti piacerebbe! Scordatevelo. Rebecca: Non puoi rifiutarti. Le regole sono regole. Andie: E’ già, stiamo aspettando. Dawson: Ti vado a cercare la colonna sonora di Full Monthy. Drue: Va bene, basta. Drue cominciò a sbottonarsi goffamente la camicia, poi passo hai pantaloni, se li sfilò del tutto e rimase in boxer, aveva un fisico asciutto, ma ben definito. Passò una mezz’oretta, il gioco proseguiva, Rebecca aveva perso tre giri era rimasta con solo i pantaloni, Gli unici completamente vestiti erano John e Jack. Jack: Tocca a me giusto? (finì sulla casella domanda) L’ho scampata anche questa volta. John. Che intenzioni hai con mia sorella. Drue: Ma che domanda è? Io protesto. John: Che vuoi che ti dica? Adesso come adesso spero che duri il più a lungo possibile. Jack: Va benissimo. Non volevo spaventarti amico. (era il turno di Pacey, tirò il dado e finì sulla carta Libero) Rebecca: Che fortuna! Drue: Sta a me, (Drue finì su dovere) ah ah, ora mi vendico. Joey, perché adesso non ce lo fai tu uno streap tease. Joey: Ma mai nella vita! Scordatelo! Se lo deve scordare vero? (chiese a Pacey) Pacey: Ah si certo! Decisamente. Drue: Ah no è, io l’ho fatto però Jack: Joey, mi secca ammetterlo, ma Drue stavolta ha ragione, stiamo giocando, bisogna rispettare le regole. Pacey: Jack! Jack: Mi dispiace ma-- Joey: Non mi interessa. Mi ritiro. Pacey: Aspettate un attimo, ho la mia carta Libero, la passo a te ed è tutto risolto. Drue: Noo Joey: Ah ah, sono ancora in testa. (si girò verso Pacey e gli diete un delicato bacio sulle labbra) Grazie. Jen: Vai Joey, tocca a te. (Joey tirò i dadi e finì su domanda) Joey: Allora… (passò uno sguardo minaccioso a tutti, poi i suoi occhi si fermarono su Dawson) Dawson! Tu ormai sei una persona importante. Vivi qui, a Hollywood, nel posto dei sogni, sei vicino di casa delle persone più potenti del mondo. Insomma hai realizzato tutti i tuoi sogni. Ti posso fare una domanda un po’ indiscreta? Dawson: Chiedi pure (disse con tono perplesso) Joey: C’è niente che io possa fare… (tutti erano curiosi di sapere quale fosse la domanda di Joey. Pacey per primo.) Dawson: Sii Joey: …per convincerti a darmi… qualche anticipazione su come hai poi deciso di finire la prima serie di “The Creek” (Pacey tirò come un sospiro di sollievo) Dawson: Oh, assolutamente no. Non posso dare certe informazioni. Anche se è la mia anima gemella a chiedermele. Dovrai aspettare di vederlo di persona. Joey: Ti prego. Dawson: Tranquilla non manca poi molto. Joey: Accidenti, mi hai messo ancora più curiosità adesso. Dawson: E’ il mio turno. Pacey. Dicci, tra tutte le due ragazze, chi è stata quella con cui hai avuto il rapporto sessuale più soddisfacente? Joey: Dawson?! Drue: Questa si che è una domanda!! Grande Leery, non me l’aspettavo. Andie: Tranquillo Pacey. Joey era stupita. Perchè mai Dawson doveva farle questo? In effetti la domanda era lievemente insidiosa, oltre tutto perché anche Andie partecipava al gioco. La posizione di Pacey non era migliore di quella di Joey, come doveva rispondere? Scegliere una delle due avrebbe ferito l’altra? Forse avrebbe dovuto scegliere una terza persona? Pensò che la cosa migliore fosse dire la verità. Jen: Peccato che non hai più la carta Libero. Pacey: ma no, ci tengo a rispondere. Dawson: Verità mi raccomando. (insistette Dawson) Pacey: Certo. Andie, tu sei stata la prima ragazza che ho amato veramente, stare con te mi ha reso in un certo senso migliore. Drue: Si, bla bla bla… arriviamo al sodo? (Pacey fulmino drue con lo sguardo) Pacey:… ed è stato bellissimo, (proseguì) ma con Joey, (girò lo sguardo verso di lei) oh Dio, non posso descrivere com’è stare con lei, anche perché saranno anche fatti nostri, o no? Rispondo semplicemente alla domanda. E’ Joey, lo è sempre stata. A volte penso che lo è stata ancora prima che lo facessimo. (Joey lo guardò profondamente) Andie: Lo sapevo Pacey (gli disse dolcemente) Drue: Sei pessimo. Sei riuscito a trasformare una domanda di sesso spinto in una romanticheria melensa. Jen: Io prenderei appunti fossi in te. Drue: Donne, guarda tu come sono capaci di ridurti Pacey: Okay ora basta (Pacey si schiarì la voce, capì che si era spinto anche troppo oltre, non amava parlare di sé in pubblico, Joey lo sapeva) A chi tocca? Jen: A me. (finì su dovere) E’ per Doug. Doug: Che devo fare sentiamo. Jen: Ti metterò alla prova signor Sceriffo. Voglio che tu baci Jack. Doug: Adesso? Qui? Drue: E’ indispensabile Jenny? Jen: Sta zitto. Doug: E va bene. Che me ne importa, questo è per te Drue. (prese il viso di Jack tra le mani e lo baciò) Drue: Oddio. D’accordo prova superata, tiro io adesso. Dovere! Grande! Voglio che Pacey e Andie si bacino. Joey: No! (disse secca scuotendo la testa) Drue: Senti non rompere Potter, non fare sempre la guasta feste. Jen: E’ per gioco. John: E’ inutile che vi dica che anch’io non sono d’accordo. Rebecca: Avanti ragazzi! Non è che dovete scambiarvi un bacio vero, non so se mi spiego. Un bacetto a fior di labbra. Andie: Non lo so. Pacey tu che dici? Pacey: Jo? Joey: Preferirei che tu non lo facessi, lo sai. Ci fu un momento di silenzio che sembrò non passare mai. Tutti gli occhi ora erano puntati su Pacey, tutti si aspettavano che lui facesse una piccola mossa, quando fu Andie a parlare. Andie: Va bene Pacey, togliamoci il pensiero, ma facciamolo presto. Andie avanzò verso Pacey. Tutti erano in attesa, Pacey guardò Joey, il suo sguardo lo implorava di non farlo. Alla fine Pacey si convinse si sporse titubante verso Andie. Il bacio non durò più di dieci secondi, anche il termine bacio era forse eccessivo, ma quei pochi momenti bastarono per infastidire Joey. Joey: Beh a me stavolta è passata davvero la voglia di giocare, scusate. (si alzò da terra e si diresse con molta tranquillità verso la sua stanza. Pacey la seguì senza dire niente. John: Anche a me (lui uscì in giardino, anche Andie lo seguì) Jen: Sei riuscito a vendicarti dello scherzo di oggi. Drue: Non è solo colpa mia, tutti voi volevate il bacio. Ci mancava solo il coretto. Jack: E’ vero abbiamo insistito tutti. Rebecca: E’ meglio che metta via. Dawson: Ogni volta che giochiamo a questo gioco finisce sempre in tragedia. La scena sfumò Nel giardino della piscina. John era seduto su una sedia. Andie: Hey. Sei molto arrabbiato? John: Non è quel bacio che mi ha dato fastidio. Lo so che è finita tra voi due, si vede lontano un miglio che è innamorato cotto di quella Joey. Andie: e allora perché te ne sei andato. John: E’ da mesi che mi parli di questo Pacey. Il perfettissimo Pacey, colui che non ti aveva mai capita così bene. E’ da quando l’ho incontrato stamattina che ci penso. Non è lui che mi preoccupa, sei tu. Andie: Non crederai che io sia ancora innamorata di lui? (lui la guardò come se aspettasse una risposta da lei) John, credimi non è così. Te lo giuro, (disse sincera), ma sono felice che tu sia geloso, proprio oggi dicevo che tu non eri un romantico, ma sei riuscito a smentirmi. John: Cosa vuoi da me dimmi? Come devo farti capire quanto ti amo. Andie: Non devi fare niente. Mi dispiace. John: No, non ho bisogno di scuse. E’ che tutta questa storia d’incontrare i tuoi amici mi mandato in paranoia Andie: Ti capisco. Allora ti va di stare un po’ qui fuori? John: Si, grazie Andie: Prego. John: Credi che Joey e Pacey si chiariranno? Andie: Sono sicura di si. La scena sfumò Pacey stava seguendo Joey la vide entrare nella stanza e richiuderla alle sue spalle, lui entro subito dopo di lei. Pacey: Joey aspetta. (lei si girò) Joey: Beh, che hai da dire? Pacey: Mi dispiace, va bene. Joey: E’ il minimo. Pacey: Sono stato stupido (lei annuì) io… Joey: Che cosa vuoi che dica Pacey? Non fa niente, ti perdono, facciamo finta che non sia successo? Non funziona sempre così. Pacey: lo so. Joey: Ti avevo chiesto di non farlo. Pacey: Lo so, è che. Joey: Cosa? Forse t’imbarazzava prendere ordini da me? (disse sarcastica) Pacey: No, non è questo. Joey: E allora cosa? Spiegati? Pacey: Eravamo lì, avevo tutti gli occhi puntati su di me, stavamo giocando e volevo solo stare al gioco. Joey: Va bene, allora mettiamo che fossi stata io, a dover baciare Dawson. A te non ti avrebbe dato fastidio. Stavamo solo giocando. Pacey: No invece. Mi avrebbe dato molto più fastidio di quanto abbia dato fastidio adesso a te. Mi avrebbe fatto morire dalla rabbia. Hai ragione. Sono stato uno stronzo. Mi sono comportato peggio di Drue. Joey: Grazie per averlo ammesso. (disse avvicinandosi a lui che la prese dolcemente per la vita e la strinse a se) Pacey: Comunque non è stato neppure un bacio. Joey: Ad ogni modo grazie per esserti spinto così in là alla domanda di Dawson, so che ti mette a disagio parlare di te in pubblico. Pacey: Quello è stato un colpo basso. (protestò) Joey: Lo penso anch’io. Pacey: Meno male, grazie. Sei stanca? Joey: Moltissimo, non vedo l’ora di andare a letto. Pacey: Peccato, perché nel bagno c’è una vasca idromassaggio formato famiglia, non ti andrebbe di approfittarne adesso considerando il fatto che domani a quest’ora saremo già a casa? Joey: Mmm. Sono davvero sfinita. Pacey: Ti faccio un massaggino hai piedi. Joey: Un massaggio hai piedi? Pacey: E in qualunque altra zona tu voglia. (lo disse sorridendole) Joey: Lo sai che questa è la prima volta che ti sento fare una battuta e che ti vedo sorridere dopo molto tempo? Pacey: Forse perché non era una battuta. Joey: Va beh, non hai capito. (Joey soffocò una risata) però prima voglio andare ad augurare la buona notte agli altri. Pacey: Ma figurati. Saranno già tutti a letto. Joey: Facciamo le persone educate. Pacey: Okay. Allora saluta tutti anche da parte mia, di che sono già in pigiama. Joey: Tu non ce l’hai mai avuto un pigiama. Pacey: Allora di che sto già dormendo. Joey: M’invento qualcosa io. Joey scese le scale che portavano al soggiorno. Sembrava che Pacey avesse ragione, non c’era più nessuno, solo Dawson era rimasto per sistemare le ultime cose. Joey: Dawson! (lo chiamò Joey dalle scale, poi scese lentamente) Ti hanno lasciato da solo? Dov’è Becky? Dawson: E’ dovuta tornare a casa, domattina presto arriva sua sorella quindi… Joey: Capisco. E gli altri? Dawson: Tutti a letto (Joey annuì facendo un sospiro) Joey: e io che mi ero preoccupata di venirli a salutare. (sbuffò) Dawson: Tu stai bene? Joey: Si. Dawson: Davvero? Tutto risolto con Pacey? Joey: Si. Dawson: Beh ammetto che sono un po’ sorpreso, mi eri sembrata piuttosto infastidita dal suo comportamento di prima. Joey: Ci siamo chiariti. Abbiamo superato cose peggiori. Mi ha dato ovviamente fastidio, ma so anche che non ha significato niente. Questo comunque non spifferarlo a lui. Dawson: Ah. (perplesso) Joey: Che c’è? Sembra quasi che ti scocci. Dawson: No figurati, meglio così. Joey: Infatti. Piuttosto, tu, quella domanda potevi risparmiartela, lo sai? Dawson: Non ho potuto farne a meno, mi dispiace, ma se l’è cavata bene. Joey: Si, è stato bravo. Dawson: Già. Joey: Comunque, cambiando discorso, non è così male che gli altri siano tutti a letto. Così abbiamo questo momento per parlare come hai vecchi tempi Dawson: Anch’io sono contento. Certo dire che è come ai vecchi tempi è forse solo un’illusione. Joey: Perché? Dawson: Forse perché siamo cresciuti e siamo cambiati, come mi dicevi sempre tu, per cui certe cose non le vediamo più come allora. Joey: a quali cose ti riferisci? Dawson: ad esempio quando eravamo più piccoli ci perdavamo per ore anche a parlare di argomenti stupidi, come un film, o a prendere in giro quegli stupidi balli scolastici. Adesso mi sembra che ultimamente ci parliamo solo per cose di una certa importanza. Joey: Sai che sei strano? Ti lamenti perché non parliamo più di cose futili? Secondo me invece è normale. Probabilmente è anche meglio. Dawson: Chissà, forse hai ragione tu. Joey: Si che ho ragione. Dawson: Sarebbe ancora meglio se potessimo farle più di frequente queste chiacchierate futili o non. Joey: Hai ragione, al telefono è tutta un’altra cosa. Dawson: Senti ho un’idea. Domani ti va di fare una piccola escursione con me? Joey: Che genere di escursione? Dawson: Non mi va di dirtelo. Allora ci stai? Joey: Va bene. Dawson: se vuole può venire anche Pacey. Joey: D’accordo, ora però Dawson sono davvero stanca, sono quasi 24 ore che non dormo. Dawson: Ma certo, lo capisco. Ci vediamo domani. Buona notte. Joey: Notte Dawson. Joey si riavviò verso le scale. Anche Dawson era pronto per andare nella sua stanza, spense le luci della cucina. La scena sfumò. Mattina seguente: domenica 2 novembre 2008 Pacey scese le scale in completo silenzio, in soggiorno non c’era nessuno, la casa sembrava deserta, anche in piscina non c’era un’anima, ma dal terrazzo vide, Andie e John, seduti sulla spiaggia così decise di raggiungerli. Pacey: Hay ragazzi! Che fate? Andie: Ciao Pacey! (disse spumeggiante) Vieni qui, siediti. Pacey: Non vorrei disturbarvi. John: No figurati, anzi tieni tu compagnia a Andie, devo andare a portare giù le valige. Pacey: Sicuro? Non volevo mandarti via. John: Lo so, tranquillo amico. Ci vediamo dopo okay? Pacey: Okay (disse perplesso) a dopo. John si allontanò. Pacey: Non sembra neanche più la stessa persona di qualche ora fa. Ieri non mi sembrava di avergli fatto una bella impressione. Andie: Era solo agitato di dover conoscere i miei amici, figurati il mio ex ragazzo. Tu non c’entravi, ma ora gli è passata. Pacey: Un dottore, agitato perché deve conoscere Pacey Witter! Beh per forza che si sia ripreso alla svelta. Andie: La prenderò come una battuta. Pensavo che il tuo complesso d’inferiorità ti fosse passato Witter. Pacey: No, che dici, me lo porto sempre dietro, ormai ci siamo affezionati l’uno dell’altro. Andie: Sei irrecuperabile. Pacey sorrise e Andie ricambiò il sorriso Pacey: Ah, sarebbe bello vivere qui! Andie: Già e invece noi stiamo per andarcene. Pacey: Purtoppo sì, domani si ricomincia a lavorare e questo pomeriggio si riparte. Andie: Noi andiamo via adesso. Pacey: Adesso! E’ per questo che John è andato a prendere le valige. Andate via così presto? Andie: Si e ci dispiace tantissimo, mangeremo qualcosa in aeroporto e poi decolliamo. Pacey: Capisco, la strada è lunga per Boston. Andie: E per Capeside. Anche Jack e Doug prenderanno il nostro aereo. Voi, gruppo di New York, invece? Pacey: Io e Joey partiremo da qui dopo pranzo, sinceramente non ho chiesto niente a Jen e Drue. Andie: A proposito, dov’è Joey adesso? Pacey: E’ con Dawson. L’ha portata a vedere le ville delle stars. Andie: Come mai tu non ci sei andato? Pacey: Non mi andava. Andie: Non ti andava. Tutto qui? Mi sorprendi. Li lasci da soli? Pacey: Si, e non prendermi in giro, l’ho superata quella fase. Andie: Okay. (le disse sorridendo) La scena sfumò Siamo in macchina con Dawson e Joey. Dawson sta facendo da guida a Joey segnalandole tutte le case dei vips di Hollywood. Dawson: Ecco, questa sulla destra è la villa di Nicolas Cage. Joey: Mmm, Nicolas Cage è? Dawson: Quella è di Michelle Pfeiffer. Bellissima. Lei, non la casa. Joey: Sai dov’è quella di Sandra Bullock? L’adoro. Dawson: Si ma in macchina non ci si arriva e anche a piedi non è permesso. Joey: Ma tu non hai tutti i pass che servono? Dawson: Non tutti. No. Joey: Uffa. Comunque questa zona sembra quasi disabitata. Non si sente volare una mosca. Dawson: Proprio perché non è così accessibile a tutti. Sai che fracasso se no. Joey: Wow, sono una privilegiata. Dove altro mi porti? (chiese eccitata) Dawson: Chi ti piacerebbe vedere? Joey: Ogni volta che ti dico un nome, tu mi rispondi che non ce la puoi fare. Dawson: Dai, riprova. Joey: Fammici pensare. Ieri mi hai detto di aver visto Tobey Maguire-- Dawson: Ce l’ho! Quanto tempo hai? Joey: Cioè? Dawson: A che ora partite tu e Pacey? Joey: Pensavamo subito dopo pranzo. Dawson: D’accordo, allora forse ce la facciamo. Joey: A fare che? Dawson: Già che siamo vicini a casa di Tobey, ti faccio vedere anche un’altra casa. Joey: Quale? Dawson: Lo vedrai! La scena sfumò. Doug, Jack, Andie e John erano pronti per partire e Joey e Dawson non si vedevano ancora. Drue: Ma che fine avranno fatto? Andie: Non lo so? Ci tenevo a salutarli. Jack: Possiamo aspettare altri 10 minuti. Doug si avvicinò a Pacey e lo prese da parte. Pacey: Hey, che c’è? Doug: Non abbiamo parlato per niente. Stai bene? Pacey: Si Doug. Non fare lo Sceriffo, sei andato benissimo fino a adesso. Doug: sto cercando di fare il fratello maggiore. Ti da fastidio? Pacey: Non mi sono ancora dimenticato del fatto che hai dato il mio numero di telefono a papà. Doug: Ma smettila. Sotto, sotto sei contento che glielo abbia dato. Jen: Sono tornati! (urlò Jen) Dawson: Scusate il ritardo Joey: Pacey! E stato fantastico, Dawson mi ha portato a vedere le case di Meg Ryan e Tom Hanks, ti rendi conto! Poi abbiamo visto quelle di Leo Dicaprio e Tobey Maguire. Pacey: Wow. Ma che bello. Sono contenta che ti sei divertita, ma come vedi metà di noi è in partenza. Joey: Oh, vedo. Ragazzi è stato bellissimo rivedervi. Andie, auguri per il tuo lavoro e per tutto il resto… I ragazzi si scambiarono i doverosi saluti e si separarono definitivamente. Più tadi; Jen, Drue, Joey, Pacey e Dawson si misero a tavola e mangiarono quello che aveva preparato Pacey, poco dopo, anche il gruppo di New York si apprestava a lasciare la California. Jen: Sono stati tre giorni stupendi grazie di tutto Dawson. Drue: Davvero sei stato gentilissimo. Dawson: Grazie a voi ragazzi. Speriamo di rivederci presto. Pacey: Beh, che altro dire? Prima o poi dovremmo ricambiare il favore, quindi se dovessi capitare a New York e non sapessi dove stare facci uno squillo, il nostro appartamento non è grande come questa casa, non abbiamo la piscina, ma abbiamo anche noi una stanza per gli ospiti. Dawson: Grazie Pacey, lo farò sicuramente. (si girò verso Joey) Joey: Dawson, è stato davvero bello rivederti. Dawson: Vale anche per me. Pacey: Mi sei mancato. Dawson: Come sopra. Drue: Il taxi è arrivato. Jen: Si, dobbiamo andare. Joey: A presto. Pacey: Salutaci Becky. Dawson: Si. Ci vediamo ragazzi. Drue, Jen, Pacey e Joey salirono sul taxi, mentre Dawson li salutava sorridendo, dalla porta di casa. La scena sfumò New York. Sera tardi. Pacey e Joey stavano entrando in casa. Joey: Oh finalmente, casa dolce casa, però che freddo. Brrr Pacey: Sono sfinito. Joey: Ma dai!? Che novità. Controllo i messaggi in segreteria. Segreteria: Ci sono 4 nuovi messaggi. Messaggio numero 1. Joey, sono Bessie. Come state ragazzi? Com’è andato il week end? Chiamami appena torni. Joey: Si, si… (disse togliendosi le scarpe e buttandosi sul divano) Segreteria: Messaggio numero 2. (voce urlante di Max) Hey! Come vi và? Pacey, qui al Pjers sta andando alla grande, dovresti andartene più spesso. Pacey: Appena lo vedo mi sente. Joey: Ma era ubriaco?! Segreteria: Messaggio numero 3. (voce di Michelle) Ho delle grandi novità Joey… Joey: Comincio a intuire qualcosa. Pacey: Si, beh. Sentiremo gli aggiornamenti quando li vedremo, ora pensiamo a noi (Pacey si lanciò sul divano come Joey e iniziò a baciarla.) Segreteria: Messaggio numero 4. Pacey, sono Alex. (Pacey perse interesse per quello che stava facendo e si concentrò sul messaggio che stava passando sulla segreteria) Ho delle novità per te, dobbiamo vederci al più presto per discutere dei dettagli. So che adesso sei via, ci vediamo lunedì sera al Pjers. Joey: Pacey (lo richiamò) Che c’è? Pacey: Eh? Niente. Vado a farmi una doccia. (e sparì dietro la porta del bagno) Joey si tirò su e rimase seduta sul divano, si chiedeva se aveva fatto qualcosa che non andava, non capiva per quale motivo Pacey fosse scattato così. Un momento stava scherzando e un momento dopo si era rabbuiato. Cos’è che poteva averlo turbato? Nel bagno. Pacey aveva le mani appoggiate sul lavandino e si guardava allo specchio. Dall’espressione sembrava tutt’altro che rilassato. Pacey: Ci siamo. Finalmente domani saprò cosa mi riserva il futuro… La scena sfumò. Fine quinta parte |