Decisioni importanti 16 ottobre 2008 Pjers. Audrey è sul palco e sta cantando, Justin è venuto apposta per sentirla. Accanto a lui ci sono Joey e Pacey. Joey: Allora che te ne sembra? Justin: Mi sembra brava, certo è ancora agli inizi… Pacey: Ma scommetteresti su di lei? Justin: Mmmm… (disse continuando ad osservare attentamente l’esibizione di Audrey) La scena sfumò. Audrey scese dal palco e si diresse a passo svelto verso i suoi amici. Audrey: Allora? (tutti continuavano a guardarla senza dire niente) Che succede è stato così terribile? Joey? Pacey? Justin: Audrey, posso dirti che da oggi in poi hai un nuovo manager. Audrey: Scherzi!? Justin: No, per niente sei stata grande. Ci sarà molto da lavorare, ma sono ottimista. Audrey: Oh Dio! Datemi un pizzicotto. Sto sognando? Joey: No. E’ tutto vero. Sei stata grande. Pacey: Si. Una bomba!! Audrey: Grazie! E’ fantastico! Lavorerò con Justin Cole! Non riesco ancora a crederci. Sei riuscito a portare i Maroon 5 qui, da Pacey -- Pacey: Che vorrebbe dire quel “qui da Pacey”? Joey: Eh sta zitto. Justin: Preparati Audrey, perché dovremo metterci sotto. Audrey: Non vedo l’ora. Posso offrirti da bere per festeggiare? Justin: Con molto piacere, ma prima devo parlare di lavoro a Pacey. Audrey: Okay, io vado a salutare Max intanto. Vi aspetto al bar. Justin: Arriviamo subito. Pacey: Mi devi dire chi hai trovato per Halloween? Justin: Si, infatti. Ci sono buone possibilità che vengano gli Hoobastank. Joey: Gli Hoobastank!! Oh Dio Pacey! Dici davvero Justin? Justin: Si, sono a New York in quel periodo e gli è piaciuta l’idea di venire a suonare per una festa di Halloween! Joey: Wow! Non posso perdermeli. Pacey? Ti prego non dirmi che non conosci nemmeno loro? Pacey: Ehm… Justin: Non ci posso credere! Joey, ma sente la radio il tuo ragazzo? Joey: Si, ma non ricorda mai i nomi dei gruppi emergenti. (si girò verso Pacey) Amore, se ti dico The Reason ti viene in mente qualcosa? Pacey: Ah si! The reason! No non mi dice niente. (Joey e Justin si guardarono sconfortati) Ma dai sto scherzando. Adesso ho capito. Però, questi mi piacciono, Cole. Justin: Meno male. Vado a prendermi una birra. Ci vediamo. Joey guardò Pacey sorridendo. Pacey: Che c’è. Joey: Niente. Io vado a casa. Tu fra quanto arrivi. Pacey: Non presto Jo. Joey: Ti posso aspettare… (disse amiccando) Pacey: No, non è il caso. (disse gentilmente) Domani ti devi alzare presto, mettiti a dormire. Joey: Oh. Okay (disse sorpresa e lievemente delusa) Come vuoi. (gli diede un bacino sulla guancia) Ci vediamo… non lo so… Ci vediamo, quando ci vediamo. Vado a salutare Audrey, ciao. Pacey: Okay, ciao Arrivò al bar e si mise in mezzo tra Audrey e Justin. Joey: Vi volevo salutare ragazzi. Audrey: Vai già via. Joey: Si. Audrey: Ma perché? C’è qualche problema? Joey: No. (disse cercando di convincersi che fosse veramente così) Non è tardissimo, ma domani devo lavorare. Ci vediamo presto, okay? Audrey: Okay, Buonanotte coniglietta. Joey: Ciao Justin. Justin: Ciao Joey. 17 ottobre 2008 Mattina. New York. Ufficio di Joey. Joey si avvicina al cubicolo di Michelle. Lei è al computer. Joey: Ciao Michelle. Posso disturbarti? Michelle: sentiamo. (disse girando la sedia verso di lei.) Joey: Stasera è venerdì. Ti va di venire al Pjers con me? Michelle: Ah, tutto qua, pensavo a una brutta notizia. Okay. Ci sto. Joey: Bene. Ti passo a prendere io. Michelle: No, aspetta. Perché non facciamo che vengo io da te? E’ meglio, così prendo la mia macchina e tu dopo, se vuoi, puoi tornare a casa con il tuo ragazzo. Joey: Pensi sempre a tutto. Michelle: Eh sì. Joey: D’accordo. Sai dove abito quindi, ti va bene verso le 10.00pm? Michelle: Aggiudicato. Joey: A stasera allora. Sera. Appartamento di Joey. Lei stava finendo di prepararsi, quando il campanello suonò. Joey andò ad aprire. Joey: Michelle! Vieni entra. Michelle: sono in anticipo. Sai non avevo niente da fare… Joey: No, no, sei puntualissima. Ho quasi fatto anch’io, finisco di truccarmi e andiamo. Accomodati. Ti posso offrire qualcosa? Michelle: No grazie. Hai davvero una bella casa. (disse mentre si guardava in giro, passeggiando per il salotto, mentre Joey si dirigeva verso la camera da letto) Joey: Si, ma io non c’entro. (disse dalla stanza) Era già così quando mi sono trasferita qui. Michelle: Vuoi dire che ha fatto tutto Pacey? Joey: (ci riflettè su un’attimo. In effetti è strano Pacey non si è mai interessato ad avere la casa in ordine, ha sempre sbattuto la roba dove gli capitava.) Mah… (disse mentre finiva di truccarsi davanti alla specchiera in camera da letto) Michelle: Glielo chiederemo… Joey: D’accordo. (rise) Okay, sono pronta. (disse uscendo nel soggiorno) Michelle: Okay. Andiamo. (si avviarono verso la porta) Hai proprio intenzione di farmi sfigurare stasera… La scena sfumò.. Pjers. Ufficio di Pacey. Lui era al telefono. Pacey: Ma scusa, praticamente ho mandato avanti il locale da solo in questi cinque mesi. Ti sto solo chiedendo di considerare la cosa. Alex: Mandato avanti da solo! Guarda, che per la cronaca Pacey, quel posto l’ho comprato con i miei soldi. Se non l’avessi fatto, tu non avresti niente da mandare avanti in questo momento. Devo anche ricordarti che all’inizio non volevi nemmeno accettare? Pacey: Si, ma l’accordo era che tu ti saresti occupata della parte finanziaria e saresti stata presente anche alla sera, mentre mi sembra che tu non abbia fatto nessuna delle due cose e poi non ti sto escludendo, voglio acquistare il 10% della tua parte, non è un’offerta da buttare via. Non cambierebbe quasi niente. Alex: Tranne la differenza tra le tue entrate e le mie. Pacey: Alex… (disse esausto) Alex: Senti, non capisco perché all’improvviso salti fuori con questa storia. Perché ci tieni tanto? Vuoi dirmi che il Pjers non rende abbastanza? Pacey: No, non è per quello. Il PJers va alla grande Alex. Gli affari vanno bene Alex: E allora…? Pacey: Ascolta… (sospirò) dimmi almeno che ci penserai? Alex: Non se non mi dai prima un buon motivo. Pacey: Aaahh (sospirò) La scena sfumò… Fuori dal PJers. Michelle e Joey stavano entrando e come ogni volta passarono davanti alla fila che aspettava fuori. Ryan e Steve le fecero passare. Steve: Ciao Joey, andate pure. Joey: Grazie Steve. Ciao Ryan Ryan: Ciao, sempre più bella eh? Joey: Grazie. Lei è la mia amica Michelle. Steve: Piacere di conoscerti Michelle. Ryan: Molto lieto, le amiche di Joey sono sempre amiche nostre. Michelle: Piacere mio ragazzi. (disse affascinata) Ma non avete freddo qui fuori. (i ragazzi risero) Joey: Okay. Ci vediamo. Muoviti... (disse trascinandola dentro, mentre ridevano di gusto) Michelle: Avevi ragione quando mi hai detto che conoscevi dei ragazzi carini. Joey: io non dico mai le bugie. Entrarono e si avviarono subito al bar. Jamie: Ciao Joey. (la salutò frettolosamente mentre passava con un vassoio pieno di coktail) Joey: Ciao Jamie. Jamie: Scusami, non posso proprio fermarmi. Ciao (disse rivolta a Michelle, prima procedere per la sua strada. ) Michelle: Ciao. (seguendola con lo sguardo) …e anche ragazze. Joey: Quella era Jamie. Dai vieni sediamoci. Si sedettero su uno degli sgabelli del bar e arrivò puntualmente Max. Max: Ciao Joey. Joey: Max. Michelle: Ma tu conosci proprio tutti qui. Joey: E’ già. Max lei è Michelle. Michelle, Max Max: Incantato Michelle. Michelle: Piacere mio. Joey: Non ci provare. Max: Ancora non mi conosci, se dici questo. Joey: E’ proprio perché ti conosco che lo dico. Max: Non ci fare caso, (disse a Michelle), tutta invidia. (rubò un sorriso a Michelle) Joey: Senti piuttosto, (disse guardandosi in giro) dov’è –- Max: Nell’ufficio. Joey: Oh. (sorpresa dalla repentina risposta dell’amico, era davvero così prevedibile?) Max: Mi ha detto che potevi raggiungerlo quando arrivavi. Joey: Okay, ma… (disse indecisa guardando Michelle) Michelle: Vai pure, non preoccuparti, io non mi muovo da qui. Joey: Okay, come vuoi. Torno subito. Joey si diresse verso l’ufficio di Pacey, mentre Michelle continuava a parlare con Max. Max: Allora. Michelle eh? E un bellissimo nome. Michelle: Era il nome di mia nonna. I miei genitori mi hanno chiamata così in ricordo di lei. Ma io preferisco farmi chiamare Shelly. Michelle mi sembra un nome un po’ antico, forse perché l’ho sempre associato alla madre di mia madre. Max: Scherzi! Ha un suono bellissimo invece. Sempre meglio che il mio, Max. Sembra il suono che fa un citofono. (Michelle rise.) Pensa che anche il mio nome l’ho ereditato. Michelle: Oh, anche tu un parente morto? Max: No. Non proprio. Michelle: E allora da chi? Max: Da un cane. Michelle: Cosa? (non riuscendo a trattenere una risata) Max: Si. Sai mio padre aveva questo cane che adorava da bambino, un giorno è finito sotto una macchina ed è morto e mio padre era tristissimo, non ha mai più voluto comprare un altro cane perché gli sembrava di tradire quello prima. Era davvero affezionato a quel vecchio San Bernardo. Così i miei genitori, quando sono nato io, hanno deciso di chiamarmi Max, per ricordare il cane di mio padre. Michelle: Carina. Lo ammetto, per un attimo ci sono cascata. Max: Te lo giuro è la verità… Michelle lo guardò attentamente negli occhi per capire se mentiva o se diceva davvero la verità, ma non ce la fece così decise che le andava bene rimanere nel dubbio e gli sorrise. La scena sfumo… Ufficio di Pacey. La telefonata continuava. Pacey: …Il motivo non te lo posso ancora dire, perché è ancora tutto da decidere, ma sto cercando di avere delle basi stabili in questo momento e quel 10% in più mi farebbe davvero comodo, Alex. Alex: Aspetta, aspetta, aspetta, tu continui a girare intorno al punto, ma non sarà per caso che il motivo… (qualcuno bussò alla porta). Pacey: Scusa un secondo Alex, avanti. Joey: Ciaoo! Posso? Pacey: Joey! (Disse sorpreso) Alex, adesso devo andare, ne riparleremo okay? (riattaccò il telefono) Alex: Pacey, aspett… (la comunicazione s’interruppe) ha riattaccato! (disse seccata) Pacey: Vieni Jo. entra Joey: Sicuro? Non ti disturbo? Perché Max mi ha detto… Pacey: No che non mi disturbi (disse andandole incontro e mettendole le braccia intorno alla vita) Ce l’hai fatta. Joey: Che stavi facendo? Pacey: Oh, niente d’importante, controllavo delle ordinazioni. Joey: Eri al telefono con qualcuno. Pacey: Si, con il fornitore. Joey: Aah. Ci fu una pausa dove entrambi si fissarono intensamente e si sorrisero Pacey: Ti ho pensata tutto il giorno oggi. (le disse sottovoce all’orecchio) Joey: Davvero? Pacey: Si (si avvicinò lentamente e la baciò con passione, poi si abbassò e la baciò sul collo, mentre la sua mano sinistra spostava la spallina del vestito, quella destra si allungò per chiudere a chiave la porta.) Joey: Pace, Pace, (disse spostandosi) che stai facendo? Pacey: Non voglio fare niente di male. Voglio solo stare un po’ con te. Joey: Qui!? (disse sorpresa) Pacey: Si. Guarda che divano comodo. Joey: Ma… Pacey: Shhh (le mise un dito sulla bocca) La scena sfumò… …Intanto al bar… Michelle e Max stavano ancora parlando allegramente. Quando arrivò Jamie e posò il vassoio sul tavolo. Jamie: Okay Max… (si guardò in giro), Pacey dov’è? Max: in ufficio. Jamie: Bene, grazie -- (fece per andare a cercare Pacey) Max: …con Joey (aggiunse) Jamie: Ah. (ci rinunciò) Volevo dirgli che io stacco, ho finito. Max: Hai un appuntamento? (disse sospettoso) Jamie: Non sono affari tuoi, Crane? Max: D’accordo, scusa. (facendo l’offeso) Jamie: (si rivolse a Michelle) Scusami, non mi sono neanche presentata. Jamie Fisher. (le porse la mano) Michelle: (Michelle la strinse) Michelle Backer. Non ti preoccupare, stavi lavorando, quindi sei giustificata. Jamie: Ti ringrazio. (disse sollevata) Sei venuta con Joey, giusto? Michelle: si, infatti, ma è sparita. Jamie: Vedo. (continuando a guardarsi in giro, nervosamente, senza dare particolarmente attenzione a Michelle) Max: Ma che hai che non va? Stai aspettando qualcuno? Jamie: No! (rispose secca, sulla difensiva, come se volesse nascondere qualcosa o qualcuno. All’improvvisò notò che all’ingresso stava entrando il misterioso qualcuno.) Io devo andare, ti prego avvisa tu Pacey. (Max e Michelle guardarono in quella direzione per vedere di capire cosa nascondesse Jamie.) Michelle: Simpatica. Max: Si. Quando vuole… Michelle: Aah (sospirò) Ma che fine avrà fatto Joey?! Max: io una mezza idea ce l’ho. (Pacey apparì dal nulla di fianco a Max e Joey di fianco a Michelle) Pacey: Quale mezza idea? (disse abbracciandolo) Michelle: Eccoti! (rivolta a Joey) Joey: Eccoci! (disse allegramente) Max: Eccovi? Joey: Max, mi daresti da bere? Muoio di sete. Max: Ti ha disidratata? (disse senza nemmeno rendersene conto) (Ci fu un minuto di silenzio in cui i quattro si guardarono negli occhi. Pacey guardò male Max. Joey diventò rossa come un peperone e Michelle scoppiò a ridere.) Joey: Ma quanto sei cretino! (disse fulminandolo con lo sguardo, poi si girò verso la sua amica che non smetteva di ridere) Shelly! (la richiamò) Michelle: Scusami, scusami, (si schiarì la gola) ma era carina… Max: Ecco un bel bicchierone di thè freddo per la nostra Joey. Joey: Ti ringrazio molto. (disse sarcastica) Max: Parlando di cose serie. Pacey, Jamie è andata via 10 minuti fa. Tu lo sapevi? Pacey: No, non lo sapevo, ha staccato mezz’ora prima non è grave, ma aveva un impegno? Max: Ma non lo so. E’ fuggita via misteriosamente. Pacey: Sarà uscita con un ragazzo. Max: Già. Michelle: Senti possiamo parlare, Joey? Joey: certo, dimmi. Michelle: No, in privato. Joey: Okay. Andiamo a quel tavolo. Ci vediamo dopo ragazzi. Le due ragazze si spostarono dal bancone. (Pacey diede uno schiaffo in testa a Max) Max: Ahia, ma che fai? Se è per la battuta di prima… Pacey: Non è per la battuta di prima. Quando ti ho detto che appena arrivava Joey potevi mandarla nel mio ufficio, era sottinteso che prima dovevi avvisarmi. Max: Ma perché scusa? Pacey: Perché stavo facendo una telefonata molto importante e privata con Alex. Max: E allora? Non mi sembra che ti sia dispiaciuto riattaccare. Pacey: Max! Possiamo parlare seriamente per un momento, eh? Max: Va bene, dimmi. Pacey: E’ solo che se ti chiedo un favore, mi piacerebbe che me lo facessi davvero non che mi rispondi, di si e poi ti dimentichi. Max: D’accordo. Mi dispiace. Ma di cosa devi parlare di così importante con la tua socia che la tua ragazza non debba sapere? Pacey: Ehmm. Non posso dirtelo Max: Oh mamma! Avete una storia! Lo sapevo! Pacey: No! Parlavamo semplicemente di lavoro. Max: E che razza di dettagli dovete discutere che Joey non deve sapere? Pacey: Cominci a fare troppe domande. Le ragazze erano sedute a un tavolino tondo al centro della sala. Joey: Dimmi. Se è perché ti ho abbandonata, mi dispiace, non volevo lasciarti tutta la sera nelle grinfie di Max. Michelle: No. Non è per quello, anzi del fatto che sei sparita (disse maliziosa) e di Max, ne parleremo dopo. Questa è un’altra cosa. Joey: Okay, allora spara. (disse preoccupata) Michelle: Hai presente Jamie? La cameriera? Joey: Si (disse incuriosita) Michelle: Ecco, forse mi sbaglio, sai c’era molta gente e non si vedeva bene, ma credo che il ragazzo con cui è uscita… Joey: Vai avanti. Michelle: Mi è sembrato Christopher. (disse con cautela) Joey: Cosa! No, non è possibile. Avrai sicuramente visto male. Michelle: Ma se non fosse così? Se quei due uscissero davvero insieme? (si soffermò un’attimo) a te darebbe fastidio? Joey: Mi preoccuperei solo per Jamie. Michelle: Non credi che lui possa essere onesto con lei? Joey: Non lo so, ma è una coincidenza piuttosto strana. Dove potrebbe averla incontrata? Michelle: (si limitò a fare “no” con la testa.) Cosa farai? Joey: Non so neanche questo. Parlerò con lui e vedrò di capire cosa ha in testa. Michelle: Giusto. (cambiò posizione) senti, parlando d’altro, non vuoi raccontarmi che avete fatto. Joey: No! Ma giusto perché tu lo sappia, non faccio così tutte le sere. Michelle: Oh. Mi dispiace per te. (la prese in giro) Joey: Intendevo qui-- oh senti… Michelle: E’ così facile farti arrossire. (da dietro si avvicinò Pacey, Joey non lo vide, ma Michelle si, lui mise le mani sugli occhi di Joey.) Michelle: Chi è? (disse per lui) Joey: (toccò le mani, anche se aveva già capito) Non saprei… Chi si diverte a fare questi giochini da prima elementare se non quel immaturo del mio ragazzo. (disse scherzando) Pacey: Indovinato! (disse allegramente) (Si abbassò e le diete un piccolo bacio sulle labbra. Poi spostò le mani dagli occhi, alle spalle di Joey e restò in piedi dietro di lei. Michelle sorrise guardandoli e Pacey si allungò, dando una spinta a Joey, per presentarsi a lei) Joey: Ehi (sbuffò) Pacey: (senza dare peso al lamento di Joey) Michelle. (disse in tono solenne) Posso stringerti la mano finalmente? Joey mi parla sempre di te, è come se ti conoscessi già. Michelle: (si allungò anche lei per stringergli la mano) Per me è lo stesso, Pacey. Pacey: Beh? Di che stavate parlando? Joey: Cose di donne. Pacey: Oh, allora non voglio sapere cos’era. Torno nel mio recinto. (si abbassò di nuovo e diede un altro bacio a Joey) Ti posso portare qualcosa Michelle? Michelle: No grazie, tanto fra un po’ vado anch’io. Joey: A me non lo chiedi scusa? (disse facendo l’offesa, cercando di roteare la testa per guardarlo negli occhi.) Pacey: Non ne hai ancora abbastanza? Ti sei bevuta mezzo litro di thé! Joey: (si schiarì la voce) Va beh lascia perdere. Vattene. Pacey: E’ stato un piacere Michelle. Torna presto, sembra che tu abbia fatto colpo su Max, e questa volta sul serio. (se ne andò, facendo l’occhiolino) Michelle: Quant’è carino, Joey. Joey: Chi? Max? Michelle. No… cioè si, cioè no. Mi stavo riferendo a Pacey adesso. (disse cercando di uscire dall’imbarazzo) Joey: Allora non sono l’unica che arrossisce. Ti piace Max?! (disse stupita) Michelle: Non lo so, lo trovo solo simpatico. Joey: Ed è già molto, dato che tu hai detto che la cosa più importante in un uomo è il senso dell’umorismo… Michelle: Si, forse, non lo so… Joey: allora ho fatto bene a lasciarti da sola con lui, pensa che ero preoccupata. Michelle: No, no tranquilla niente di cui preoccuparsi, ma potremmo riparlarne lunedì al lavoro? Adesso è meglio che vada. Joey: Certo, ma perché non prima? Se domani sera sei libera e ti va di venire, noi siamo qui. Michelle: Okay, ci penserò. Grazie per la bella serata Joey. Joey: Grazie a te. Michelle: Salutami tu Pacey e Max. Joey: D’accordo, ciao. Michelle: Ciao. Joey decise di andarsi a sedere di nuovo al bar. Joey: Uff… ragazzi, sono un po’ stanca. (sbuffò) Pacey: Vuoi che ti accompagni a casa? Joey: Tu hai ancora molto qui? Pacey: Di gente ce n’è ancora abbastanza Jo, ma se vuoi ti accompagno e poi torno qui. Joey: Mmmm? (piagnucolò) Io avrei preferito se tu -- All’improvviso entrò Alex come una furia interrompendo Joey e Pacey. Alex: Non posso crederci! Mi hai riattaccato il telefono in faccia! (disse a Pacey) Pacey la guardò esterrefatto per un momento. Lo sapeva che Alex era un tipo particolare, ma arrabbiarsi così perché lui aveva interrotto la comunicazione gli sembrava eccessivo. Quindi gli volle qualche minuto per capire cosa stava succedendo. Anche Joey la stava guardando preoccupata. Pacey: Alex, ti prego abbassa la voce. (disse cercando di calmarla) Joey: Che succede? Pacey: Niente. (disse a Joey. Aveva fatto tanto per nasconderle questa faccenda che non voleva rischiare di rovinare tutto) Alex, vai nel mio ufficio parliamo lì. Alex: Pacey, guarda che io-- Pacey: Alex. (la frenò subito, fulminandola con lo sguardo) ti prego avviati, arrivo subito. Alex si convinse e si diresse finalmente verso l’ufficio sbuffando, mentre Joey era sempre più confusa. Joey: Pacey, che succede? (chiese agitata) Pacey: Niente Potter, sono solo questioni di lavoro. Joey: Mmm… interessante, lo sai che sono curiosa, non vuoi dirmi di che si tratta? Pacey: Non è niente d’importante, tutte cose noiose. Joey: Si? Pacey: Certo. (disse fermo) Ascolta, prendi le chiavi della mia macchina e vai a casa. Io mi farò accompagnare da Max (disse girando lo sguardo verso di lui per cercare un segno di approvazione) Max: Si, non c’è problema. Joey: Okay, (disse sporgendo il labbro inferiore) morirò dalla curiosità allora, ci vediamo dopo. (disse maliziosa) Pacey: Non so a che ora tornerò, forse faresti meglio a dormire. Ci vediamo domani. Joey: Domani. Perché scusa non torni stasera? Pacey: Ma si che torno sciocchina, ma te l’ho detto, non so a che ora. Per questo Joey: Capisco. (disse vagamente delusa) Non indagherò anche se sento che c’è qualcosa che non va. Pacey: Non ci pensare troppo…. Lui sorrise mentre la guardava uscire. Poi si avviò da Alex, entrò nel suo ufficio e la scena sfumò e riprese mentre Alex usciva. Alex: Va bene, senti adesso che so il vero motivo ti giuro che ci penserò. Ti accontenti di questo per ora? Pacey: Si mi accontento, ma spero che non mi farai aspettare a lungo. Alex: La pazienza è una virtù dei forti. Ci vediamo. (tagliò corto) Pacey: Okay. (disse sfiduciato.) Anche se Alex gli aveva giurato che avrebbe preso in considerazione la sua offerta. La speranza di Pacey di ottenere quello che voleva gli sembrava sempre più impossibile. 18 ottobre 2008 Joey cominciava a svegliarsi e sentì che nel letto non c’era Pacey. Allora si alzò, indossava solo la maglia da Hockey di Pacey, lo trovò in cucina che armeggiava con i fornelli. Joey: Che stai facendo? (disse sbadigliando, mentre gli si avvicinava) Pacey: Hey! Buongiorno (disse girandosi e dandole un bacio sulle labbra) Joey: Giorno. Ma tu non dormi mai? Pacey: Ho dormito 5 o 6 ore. Joey: Mmm. A che ora sei tornato ieri? (disse sedendosi su uno degli sgabelli) Pacey: Saranno state le 3 e mezza. (continuando a darle le spalle) Joey: Un’ora dopo di me, potevo aspettarti allora. Pacey: E’ stato più semplice così. Quella risposta non è che l’avesse entusiasmata molto, ma era troppo assonnata per analizzarla. Si avvicinò a lui e lo abbracciò da dietro, poi si girò e per la prima volta le prestò attenzione. Joey: Ciao (disse dolcemente) Pacey: Ciao (ricambiò con lo stesso tono, poi notò cosa aveva addosso) Hey, aspetta un attimo, Joey: Che c’è? Pacey: Che ci fai con la mia maglietta dei Boston Bruins? Joey: Eh? Pacey: La mia maglietta dei Bruins. Pacey: Quale? Questa?(disse abbassando la testa per guardarla) Pacey: Si, proprio quella. Joey: Perché? Pacey: Perché è da tipo un decennio che la cerco, pensavo di averla persa. Joey: L’avevo io. (disse tranquillamente) Pacey: E lo dici così? E da quant’è che ce l’hai? Joey: Non ne ho idea. Dal liceo forse. Pacey: Perché? (sempre più confuso) Joey: Non lo so, forse perché è carina e poi si sta comodi. Pacey: E’ carina! Stiamo parlando della divisa di una delle squadre di Hockey più forti del mondo e tu te la metti come pigiama! Joey: Mmm, quante storie. La indosso solo perché è tua. L’ho sempre fatto in questi anni, in cui non c’eri e dato che ieri sera mi hai lasciata da sola, ho sentito il bisogno di tirarla fuori. Ma se ti da tanto fastidio… Pacey: No, no tienila pure, sta molto meglio a te che a me. Joey: (gli fece un sorrisone) Che profumino, che cosa stai facendo. Pacey: Guarda (disse mostrandole il vassoio che aveva appena tirato fuori dal forno) Joey: I Muffin! Buoni. Pacey: Ho fatto quelli al cioccolato e quelli ai mirtilli che ti piacciono tanto. Joey: E la mia dieta va a farsi benedire. Pacey: Non hai bisogno di nessuna dieta. Vuoi andare a finire in niente? Joey: Mmm. (gli mise le braccia intorno al collo) Lo sai, adoro questo lato di te. Pacey: (la guardò intensamente negli occhi con aria di sfida) Quale lato? Joey: Questa tua abilità in cucina. La trovo sexy da morire. Pacey: Ah si? Joey: Si. (iniziò a baciarlo all’inizio dolcemente, ma poi con sempre più passione) Pacey: Jo, Jo. Aspetta. Joey: Cosa? Pacey: E’ meglio se ti fermi. Joey: O-okay (disse timidamente) perché? Pacey: Devo vedermi con Drue. Andiamo a fare qualche tiro a canestro. Joey: (gli tolse le braccia dal collo e si spostò da lui) Con Drue!? Drue, Drue Valentine? Quel Drue? Pacey: Si, infatti. Joey: E da dove salta fuori? Pacey: L’ho visto qualche settimana fa al Pjers. Joey: Non me l’avevi detto. Pacey: Deve essermi passato di mente. Joey: …E quindi preferisci passare la giornata con quel deficiente che con me? (disse sarcastica) Pacey: Non metterla così, dai. C’eravamo messi d’accordo già da un po’, sei arrabbiata? Joey: No, no, capisco. Non fa niente, (disse cercando di non dare a vedere la sua delusione) tanto dovevo vedermi comunque con Jen nel pomeriggio. Pacey: Sicura? Joey: Si certo. Va tutto bene davvero. (disse sorridendogli dolcemente) ci vediamo stasera. (si avvicinò e gli diete un bacio sulla guancia) vado a vestirmi. La scena sfumò. Drue e Pacey erano seduti su un muretto. Drue stava facendo rimbalzare la palla da basket. Drue: Allora, non credo che tu mi abbia chiamato solo per giocare a basket, vero? Di che si tratta? Pacey: Mi serve un consiglio. Drue: E lo chiedi a me? Wow. E’ la prima volta che mi usano per questo. Pensi che sia all’altezza? Aspetta, aspetta si tratta di un consiglio legale o da amico? Pacey: Ehm, forse entrambe le cose. Drue: Okay, ho capito. Spara. Pacey: Sarò breve. Ho chiesto alla mia socia di vendermi un po’ della sua parte. Lei continua a tenermi sulle spine. Volevo sapere se ho buone possibilità o se è tempo sprecato. Drue: Beh dovrei vedere il caso. Comunque solitamente dipende da lei. E’ lei che deve decidere. Magari se non avesse adempiuto al contratto, voglio dire, se non avesse rispettato qualche accordo precedente avresti sicuramente più possibilità. Pacey: Non lo so. Il fatto che lei si sia fatta vedere ben poco al locale, quando in realtà l’accordo era un altro, potrebbe aiutare? Drue: Potrebbe aiutare eccome, potresti farglielo notare e risolvere la cosa amichevolmente, altrimenti chiamami, sarei felice di aiutarti. Pacey: Okay, mi basta sapere questo, che non sto lottando contro i mulini a vento. Drue: Si, ma toglimi una curiosità. Come mai ci tieni tanto? Pensavo che il “Pjers” fruttasse parecchio, non è più così? Sei in crisi? Pacey: No, no assolutamente, ma da un po’ sto seriamente prendendo in considerazione una cosa. Drue: Cosa? Comprare una casa nuova? Una macchina? Vuoi forse sposarti? (disse ridendo a squarciagola) Pacey guardò Drue intensamente come se avesse colto preciso nel segno. Drue: Oh mio Dio!! Scherzerai vero? Amico non puoi farlo, sei troppo giovane. Pacey: Smettila. (disse serio) l’ho solo pensato. Drue: fantastico! Sei ancora in tempo per cambiare idea. Pacey: L’unica persona che potrebbe farmi cambiare idea è Joey. (disse sconsolato) Drue: Ma non capisci? Le donne vogliono solo incastrarti, quelle non aspettano altro che metterti il guinzaglio. Non farlo amico mio. Pacey: Drue. Piantala, sono serio. Ho comprato anche l’anello, ma non so come chiederglielo, non-- non so come potrebbe reagire. Non voglio spaventarla, non voglio metterle fretta, tra noi sta andando bene, non vorrei che questo mio gesto rovinasse tutto. Abbiamo finalmente raggiunto un equilibrio, e se questa mossa la impaurisse? Come se non bastasse, in questi ultimi tempi sono sempre ansioso e so che lei l’ha notato. Drue: Hai comprato l’anello! (disse, come se non avesse sentito nessun’altra delle sue parole) Allora è davvero troppo tardi. Pacey: Sarebbe terribile se mi dicesse di no (continuava a dire senza che Drue desse peso alle sue preoccupazioni) Drue: (si girò per la prima volta verso di lui e gli parlò seriamente) Buttati okay! Chiediglielo. Vedrai che sarà fantastico. Sì. E la tua socia alla fine cederà. Andrà alla grande vedrai, vivrete felici e contenti per sempre. (disse con tono solenne dandogli una pacca sulla spalla) Pacey: Grazie, Drue (disse soffocando una risata) Drue: Ora, sei pronto a perdere? Pacey: Forse non mi hai mai visto giocare… Drue: Vediamo, sotto… La scena sfumò Joey aveva deciso di passare il pomeriggio insieme alle sue amiche. Erano sedute a un tavolo, c’erano, Jen, Audrey e Michelle. Jen: Allora ragazze, qualche novità? Joey: Audrey ha ottenuto un contratto con un importante discografico. (disse allegramente) Jen: Davvero Audrey? Congratulazioni! Audrey: Grazie, grazie. In effetti sto passando parecchio tempo con Justin. E’ molto carino. Joey: Di quello me n’ero accorta anch’io. Michelle: Chi è questo Justin? Joey: Tu non l’hai ancora visto, Shelly. Jen: E’ un figo pazzesco, letteralmente. (disse a Michelle) Michelle: Accidenti, ora sto morendo dalla curiosità. Audrey, è davvero così? Audrey: Si. Non posso negarlo. Ma il lato esteriore non è tutto. Insomma l’altra sera siamo usciti insieme, per parlare di lavoro, sapete… Jen: Come no… Audrey: Beh l’intento era quello, ma poi abbiamo affrontato altri argomenti. Jen: Ma non mi dire… (disse sarcastica) Joey: Pensi che potrebbe nascere qualcosa tra voi?! Audrey: Non lo so. Ci stiamo conoscendo adesso. Jen: A me sembri già caduta nella tela del ragno. (disse sorridendo) Audrey: E tu Jennifer? Novità? Jen: Lasciamo perdere. Passiamo a Joey. Come sta Pacey? Joey: Penso bene. Oggi è uscito con Drue, di dice niente Jen? Jen: Oh Dio. Ancora, no ti prego. Audrey e Michelle: Chi è Drue? Joey: Pare che tra lui e Pacey sia nata una grande amicizia. (disse non troppo entusiasta) Tu sapevi che si erano rivisti? Jen: Pacey mi aveva parlato di lui tempo fa, ma io non ci ho dato peso. Pensi che il tuo ragazzo stia tramando qualcosa alle mie spalle? Joey: Non lo so Jen. Perché, a te interesserebbe Drue come possibile candidato? Jen: No, no assolutamente. Drue è troppo superficiale e maschilista per i miei gusti, io devo pensare ad Amy. Audrey: Qualcuno fa capire anche a me e a Michelle di chi state parlando? (disse invano a Jen e Joey) Joey: Ma devi anche ammettere, (continuò ignorando Audrey), che lui di conosce meglio di qualunque altro ragazzo tu abbia avuto in passato. Jen: E’ vero, ma dimentichi la storia dell’ extasy. Non ci si può fidare di uno come lui. Michelle: Extasy, interessante…. Joey: Si, ma potrebbe essere cresciuto anche lui. Jen: Perché mi dici queste cose? Se tu stessa, più di ogni altra persona, l’hai sempre detestato. Ti sembro così disperata? Joey: No, Jen. Penso solo che, a volte, capita d’innamorarsi dell’ultima persona, che negli anni dell’adolescenza, avresti voluto avere accanto… Jen riflettè su quell’ultima frase di Joey. Jen: (si schiarì la voce) Okay. Parlando d’altro. Pacey ha preferito uscire con Drue eh? Tutto okay tra voi? Joey: Si, cioè. Non lo so. Pacey è strano da un po’ di giorni. Audrey: Strano in che senso? Joey: Si, lui, ultimamente mantiene le distanze. Jen: Mantiene le distanze? Che vuoi dire? Joey: Beh…. Jen-Audrey-Michelle: Ooh (dissero all’unisono) Joey: Insomma, non era mai successo prima d’ora che lui si negasse, semmai capitava il contrario mentre recentemente sta accadendo di frequente. Michelle: Capita a tutti prima o poi di avere un periodo “no”. Audrey: Non a Pacey! Joey: Grazie della precisazione amica mia. (disse sarcastica) Audrey: Quando vuoi. Jen: Non sarà niente di grave. Joey: Non lo so ragazze. Era successo solo un’altra volta, quando stavamo ancora al liceo ed è andata a finire che mi ha lasciata. Michelle: Joey, Pacey non vuole lasciarti, okay? (disse con un risolino) Adesso le cose sono ben diverse da allora, ha superato il suo complesso d’inferiorità. Joey: Tu però non l’hai visto Jen. E’ possibile che lui non provi più passione per me, forse si annoia a morte. Jen: Piantala di lamentarti. Qui in mezzo sei quella che sta meglio. Michelle: Concordo con Jen. Hai un ragazzo, in gamba, bellissimo e che ti ama da morire. Non hai motivi per preoccuparti. Joey: Sarà come dite voi, ma io continuo a dire che c’è qualcosa di brutto che non mi vuole dire. La scena sfumò. Appartamento di Pacey e Joey. Joey stava rientrando in casa proprio mentre squillava il telefono. Joey: Pronto (disse col fiatone) Dawson: Joey! Joey: Dawson! Ciao. Dawson: Ciao. Come stai? Joey: (cercando di riprendere fiato) Abbastanza bene. Dawson: Ma che fai stavi correndo? Joey: Si sono rientrata adesso e sono corsa al telefono. Dawson: Ah ecco. Quindi stai abbastanza bene. Problemi di coppia o di lavoro? Joey: Niente di grave Dawson, (cercando di non fargli notare la sua tensione) ma dimmi di te invece, tra te e Rebecca procede tutto bene? Dawson: Abbastanza. Joey: Anche tu problemi d’amore? Dawson: Quindi lo vedi che hai un problema d’amore. Pacey non si comporta bene? Perché se non fosse così corro subito lì e… Joey: E cosa? Dawson: Volevo dire lo picchio, ma non sarebbe una mossa furba. Joey: (sorrise) Stai tranquillo Dawson, va tutto bene. Dawson: Okay, mi non indago. Vengo al motivo per cui vi ho chiamati. Joey: Si, dimmi. Dawson: Sto organizzando una festa di Halloween a casa mia. Ho intenzione di chiamare un po’ tutti, sai; Jen, Jack, Audrey, verranno anche degli amici di Becky, voi ci sarete? Joey: Che bella idea, Dawson! E’ fantastico, sentirò da Pacey e poi ti farò sapere. Dawson: D’accordo. Fallo il prima possibile però. Joey: Sicuro. Forse anche entro stasera avrai mie notizie. Dawson: Perfetto! Ora devo andare Joey. Salutami Pacey. Joey: Lo farò. Ti mando un bacio Dawson. Dawson: Ciao. Poco dopo anche Pacey rientrò in casa. Pacey: Ciao. (disse calorosamente) Joey: Ciao. Pacey: Cosa hai fatto oggi? (disse avvicinandosi e posandole un bacio sulla guancia) Joey: Sono uscita con le ragazze. Tu invece? Chi ha vinto la partita? Pacey: Secondo te? Joey: Già. Senti devo dirti una cosa. Pacey: Dovrei farmi la doccia sono già in ritardo, non puoi aspettare? Joey: E’ breve. Pacey: Okay, allora comincia a parlare, ti ascolto. Joey: Okay. Ha chiamato Dawson e ci ha invitati a passare un week end a casa sua. Sta organizzando la solita festa di Halloween e ha chiamato un po’ tutti. Pensa che bello Pace, Dawson ha una villa a Hollywood, con vista sull’oceano, potremmo rilassarci un po’. Prenderci una pausa, potremmo prendere il sole, e lasciare a casa i cappotti. Che ne dici? Pacey: E’ un’idea bellissima, ma io il 31 non posso lo sai. Ci sarà molta gente, non posso lasciare il Pjers proprio in un giorno di festa. Perché non ci vai da sola? Joey: Sai che spasso. Sarà pieno di coppie io che vado a fare da sola? Pacey: Io potrei raggiungerti il giorno dopo. Joey: Mmmm… (disse sporgendo il labbro inferiore), ma non puoi proprio liberarti? Pacey: Jo, mi piacerebbe, ma Justin ha fatto tanto per portarmi gli Hoobastank. Non posso mollarlo lì da solo. Joey: Gli Hoobastank! Li avevo dimenticati. Anch’io ci tenevo a vederli. Pacey: Non so che dirti, decidi tu. Magari dì a Dawson che arriviamo tutti e due sabato. Joey: Lui ha organizzato questo week end per la festa di Halloween. Se saltiamo la festa non vorrei che gli sembrasse che lo usiamo solo per passare un week end al mare… Pacey: Dai Jo, è di Dawson che stiamo parlando. Comunque come ti ho detto, la scelta spetta a te. Pensaci chiamalo e fammi sapere quello che hai deciso. Okay? Joey: Tu riusciresti davvero a liberarti per il sabato e la domenica? Pacey: Si. Joey: Okay. Ti farò sapere. Pacey: Sai il mio numero (disse scherzando) Ora devo proprio andare a fare la doccia. Oh, a proposito, Jen come sta? Joey: Perché me lo chiedi? Sta bene. Pacey: Verrà al Pjers stasera? Joey: Non lo so Pacey. Non gliel’ho chiesto. Pacey: Ti va di chiederglielo allora? Joey: Perché? Pacey: Perché ci sarà Drue. Vorrei farli incontrare. Che ne dici? Joey: Dico che stranamente stavolta sono d’accordo con te. Pacey: Sul serio? Joey: Si. Adesso muoviti, io chiamo Jen. La scena sfumò… Dopo aver parlato al telefono con Jen, ora Joey stava parlando con Dawson. Joey: ...sai, Pacey non può venire il 31-- Dawson: lo sapevo, me lo sentivo che avevate litigato, ma se Pacey non vuole venire almeno vieni tu. Joey: Dawson, non abbiamo litigato, okay?! Ho detto che non può venire, non che non vuole. Gli piacerebbe molto, l’ha trovata un’ottima idea, solamente che deve lavorare. Dawson: lavorare in un giorno di festa?! Joey: Beh si Dawson. Al “PJers” c’è più gente nei giorni di festa che in quelli lavorativi. E poi è Halloween! E Justin ha ingaggiato gli Hoobastank… Dawson: Oh. Capisco. (disse deluso) Quindi non, non verrai neanche tu? Joey: Noi pensavamo di raggiungervi il giorno dopo, sempre che non sia un problema. Dawson: Ma no! Assolutamente. Non ci avevo pensato. Allora vi aspetto? Mi mancherete un po’ alla festa, ma non fa niente. Joey: grazie Dawson. Sei sicuro che per te vada bene se arriviamo con un giorno di ritardo. Dawson: Ma certo! Non vedo l’ora di vedervi ragazzi. Tutti e due. Joey: Okay. Allora a presto. Dawson: Ciao. Sera. Pjers. Pacey era dietro al bancone e stava parlando con Drue. Drue: Allora? Gliel’hai già chiesto a Joey? Pacey: Cosa? Drue: Andiamo lo sai cosa… Pacey: No! (lo fulminò con lo sguardo) Quindi ti pregherei di tenere la bocca chiusa. Drue: Certo muto come un pesce. Joey e Jen entrarono insieme e avvistarono subito Pacey. Joey: Ecco Pacey. (disse a Jen) Jen: L’ho visto. Si avviarono verso il bancone senza notare la presenza di Drue che era girato di spalle. Joey e Jen: Ciao! (salutarono in coro Pacey) Pacey: Ciao ragazze! Non avete visto chi c’è? (il ragazzo seduto a fianco a Joey si girò e guardò le ragazze in faccia) Joey: Drue Valentine (disse sarcastica) nella vita le disgrazie capitano quando meno te l’aspetti. Drue: E’ sempre bello vederti Potter. Pacey: Okay, okay. Buoni, please. Jen! (disse, per cambiare discorso) Jen: Pacey! (rispose con lo stesso tono brillante, sapendo cosa stava per dire) Pacey: Non dici niente a Drue? Jen: Ci stavo appunto pensando… Drue: ti va se andiamo a sederci laggiù? Jen: (guardò Joey e Pacey perplesa, ma poi acconsentì) Okay. Jen e Drue si sedettero su un divanetto all’estremità del bar. Pacey: Allora? Tu che dici? Joey: Di Jen e Drue? (lui annuì) E’ ancora presto per fare pronostici non credi? Pacey: Mmmm (disse riflettendo) La scena di spostò su Jen e Drue. Drue: Allora, come stai Jenny? Jen: E’ così che vuoi iniziare la conversazione? Chiedendomi come sto? Manchi di fantasia, mi deludi. Drue: Pensa che mi ero preparato un discorsetto nella speranza che prima o poi ti avrei rivista, ma adesso che sono seduto accanto a te me ne seno completamente dimenticato. (disse sarcastico) Jen: Come no… Drue: Comunque dimmi, a parte Pacey e Joey, vedi ancora il vecchio gruppo di Capeside? Jen: Purtroppo a New York ci siamo solo noi. Quindi gli altri li sento poco. Drue: Anche Jack? Jen: Noo, che domande. Jack lo sento tutti i giorni. Drue: Scontato. Dawson? Jen: Dawson vive a Los Angeles. Hai mai visto “The Creek”? Drue: La serie in onda sulla WB? Si ne ho sentito parlare. Jen: Dawson è il creatore e sceneggiatore. Drue: Veramente! Wow! E bravo Dawson. Quindi lui non lo vedete mai? Jen: Mi ha invitata ad una festa di Halloween a casa sua, ma non so se ci andrò Drue: Perché?--Ah, la tua bambina, giusto? Jen: E tu come?-- Drue e Jen; (in coro) Pacey! Drue: Già. Jen: Si, è per quello, e a proposito di mia figlia, ora devo andare. Drue: Di già? No! Ma come. Jen: E’ con mia madre da stamattina Drue: Cosa! Sei pazza!! Jen: Si, appunto, meglio che mi sbrighi. Drue: No dai aspetta, a parte gli scherzi. Se vuoi andare a quella festa e ti preoccupa lasciare tua figlia nelle mani di Hellen Lindley, potrei tenertela io. (Jen scoppiò a ridere) Beh che c’è? (disse innocente) Jen: Secondo te come potrei lasciare la mia bambina con uno che non conosce nemmeno? Soprattutto con te! Sarebbe una scelta difficile tra te e mia madre. Drue: Allora potresti farmela conoscere prima. Jen: Tu vorresti conoscere mi figlia! (disse sbarrando gli occhi) Drue: Si. Che c’è di male? Jen: Dove vuoi arrivare Drue? (le disse sorridendo) Drue: Arrivare? Che vuoi dire? Jen: Perché insisti tanto? Se è perché pensi che tra noi due-- Drue: aspetta, aspetta. Una volta eravamo amici se non mi sbaglio, allora perché adesso fai tanto la preziosa. Jen: Mi dispiace. E’ solo che… Drue: cosa? Credevo che tu fossi una delle poche che mi conosce d’avvero e invece l’unica persona che si è dimostrata amica nei miei confronti da quando sono riapparso è Pacey (si sorprese nel dirlo). Jen: Allora forse dovresti chiederti perché. Drue: Wow. Beh, capisco. Non fa niente Jen. mi sono sbagliato, è meglio che vada. Jen: Drue aspetta. Ti andrebbe di accompagnarmi a casa sono venuta con Joey e dovrei prendere un taxi, ma se mi accompagni tu potrei presentarti Amy. Drue: Sei sicura? Guarda che non voglio obbligarti. Jen: No. Ho esagerato, mi piacerebbe davvero che la conoscessi. Drue:Okay. Si avviarono verso il bar dove c’erano Joey e Pacey. Jen: Ragazzi noi ce ne andiamo. Voglio presentare Amy a Drue. Joey: Oh. (disse sorpresa) Grandioso. Ci vediamo presto. Pacey: Si alla prossima ragazzi. Drue: Ciao Pacey. Joey. Joey: Ciao Drue. Jen e Drue, sparirono tra la folla. Pacey: Puoi farlo qualche pronostico adesso? Joey: Non lo so Pacey, mi auguro che Drue non deluda Jen. però adesso potremmo smettere di parlare di quei due e concentrarci per un attimo su di noi. Pacey: Certo. (disse dolcemente) Joey: ho parlato con Dawson mi ha detto che gli va bene se raggiungiamo il gruppo il giorno dopo. Pacey: Bello. Gli hai chiesto chi viene? Joey: Mi ha detto che alla festa ci sarà molta gente, molti amici anche di Becky. Ma nel week end ci saremo solo noi. Pacey: Noi chi? Io, te e lui?!? Joey: Oh Dio, no! Noi, nel senso del nostro gruppo. Verranno Jack e Doug, forse Jen. Pacey: E Audrey no? Joey: Non mi ha detto niente di lei, so che voleva chiamarla. Forse lei ha rinunciato. Pare che tra lei e Justin stia nascendo del tenero. Pacey: Ma non mi dire! Joey: E’ si. Pacey: Vive l’amour. Joey: Ma che bravo. Pacey: Vero? La scena sfumò TO BE CONTINUED |